Gemona pedala per la solidarietà: 830 al via della Corsa per Haiti nell’anno del ricordo del sisma

La manifestazione ha richiamato atleti dall’Italia e dall’estero, con tre tracciati tra i paesi simbolo della ricostruzione friulana.

17 maggio 2026 21:23
Gemona pedala per la solidarietà: 830 al via della Corsa per Haiti nell’anno del ricordo del sisma -
Condividi

Non è stata soltanto una giornata di sport per Gemona del Friuli, ma un appuntamento che ha intrecciato memoria collettiva e impegno solidale. La 33ª edizione della Corsa per Haiti ha portato al via 830 ciclisti, arrivati da diverse regioni italiane e anche da Austria, Slovenia, Francia, Svizzera, Stati Uniti e Sudafrica.

La partenza dal centro simbolo della rinascita friulana ha dato alla manifestazione un significato particolare, nel pieno delle iniziative dedicate al cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. La scelta del luogo non è stata quindi soltanto organizzativa, ma fortemente legata alla storia del territorio attraversato dai percorsi principali.

Alla partenza e al momento delle premiazioni erano presenti l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e i sindaci dell’area coinvolta dall’evento. Con loro anche il primo cittadino di Gemona Roberto Revelant e il campione Daniele Pontoni.

Una corsa che lega il Friuli e Haiti

L’iniziativa è stata promossa dall’Asd Chiarcosso - Help Haiti, associazione che da anni sostiene interventi concreti nell’isola caraibica. Tra i progetti seguiti ci sono attività scolastiche, supporto sanitario e strutture dedicate ai più piccoli, come la Casa del Sorriso.

Il valore della manifestazione, dunque, va oltre il dato sportivo. La pedalata diventa ogni anno uno strumento per raccogliere attenzione e sostegno verso chi vive situazioni di difficoltà, mettendo insieme passione ciclistica e responsabilità sociale.

Nel suo intervento, Barbara Zilli ha richiamato il legame tra la memoria del terremoto friulano e la finalità benefica dell’evento, sottolineando come il Friuli, che nel 1976 ricevette aiuti da molte parti del mondo, oggi continui a restituire quella stessa vicinanza attraverso iniziative di solidarietà.

I percorsi tra i luoghi della ricostruzione

La manifestazione si è sviluppata su tre tracciati distinti: Granfondo, Mediofondo e Cicloturistica. Una formula che ha permesso di coinvolgere sia gli atleti più competitivi sia chi ha scelto di partecipare con uno spirito più legato all’esperienza e alla condivisione.

Gran parte del percorso ha toccato i territori segnati dal sisma del 1976, trasformando la corsa in una sorta di viaggio attraverso i comuni del cratere. In questo passaggio sta anche il tratto più friulano dell’evento: pedalare in luoghi che hanno conosciuto la distruzione e che nel tempo sono diventati esempio di ricostruzione.

Secondo l’assessore regionale, la corsa ha attraversato alcune tra le aree più suggestive del Friuli, con una partecipazione capace di dare visibilità al territorio anche in vista di altri appuntamenti ciclistici attesi nelle prossime settimane, come il Giro d’Italia e il Campionato italiano Gravel in programma a luglio.

Le prove agonistiche e i vincitori

Accanto al messaggio solidale, la giornata ha avuto anche il suo risvolto strettamente sportivo. Nella Granfondo il primo posto è andato a Miran Kovacic dell’Asd Swatt Club.

La Mediofondo ha invece premiato Wladimir Cuaz, atleta di Cicli Lucchini. Due risultati che completano il quadro di una manifestazione capace di tenere insieme partecipazione internazionale, richiamo locale e attenzione a una causa che continua a caratterizzarne l’identità.

Per Gemona e per il territorio friulano la Corsa per Haiti ha rappresentato così molto più di un evento nel calendario ciclistico: una presenza diffusa nei paesi della ricostruzione e un messaggio che, partendo dal Friuli, torna a guardare oltre i confini regionali.

Segui Prima Friuli