Ilaria Tuti, dal Friuli a Treviso: il Premio Parise 2026 porta sul palco memoria e reportage
Alla decima edizione del riconoscimento dedicato a Goffredo Parise viene premiata anche la scrittrice di Gemona del Friuli per un testo sul sisma del 1976.
C’è anche una voce profondamente friulana tra i protagonisti del Premio Goffredo Parise per il Reportage, in programma oggi, 16 maggio, al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso. A ricevere uno dei riconoscimenti più significativi dell’edizione 2026 è Ilaria Tuti, autrice nata a Gemona del Friuli, premiata per un lavoro che torna su una ferita ancora viva nella memoria della regione: il terremoto del 1976.
Per Prima Friuli, il passaggio più vicino riguarda proprio questo: il premio accende i riflettori su un racconto che intreccia ricordo personale e coscienza collettiva, riportando al centro una pagina decisiva della storia friulana nel cinquantesimo anniversario del sisma.
L’appuntamento trevigiano coincide con due ricorrenze: i dieci anni del Premio e i quarant’anni dalla morte di Goffredo Parise, autore vicentino che trascorse l’ultima parte della sua vita tra Salgareda e Ponte di Piave. Il riconoscimento nasce per valorizzare il reportage come strumento di lettura della realtà, dei diritti e delle trasformazioni sociali.
Il riconoscimento a Ilaria Tuti e il legame con il terremoto
La giuria ha assegnato il Premio Goffredo Parise per il Reportage a Ilaria Tuti per un testo pubblicato su “La Lettura” del “Corriere della Sera”, definito un lavoro di memoria. Nel suo racconto, il terremoto del Friuli diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia su perdita, ricostruzione e rapporto con la terra.
Non si tratta soltanto della rievocazione di un evento storico. Il reportage premiato attraversa il tema della distruzione e quello della rinascita, trasformando l’esperienza friulana in una chiave di lettura universale sul dolore e sulla capacità delle comunità di rialzarsi.
Gli altri premiati della decima edizione
Il Premio alla Carriera va a Peter Gomez, condirettore de “Il Fatto Quotidiano”, direttore di “Millennium” e volto televisivo de “La Confessione”. Nelle motivazioni viene sottolineato il suo percorso professionale, segnato da indipendenza, continuità e attenzione alla verità dei fatti, oltre al contributo dato allo sviluppo del giornalismo online in Italia.
Un riconoscimento speciale, “Finestra sul Mondo”, è stato attribuito ad Alhassan Selmi per il lavoro di racconto del dramma di Gaza, sia nei servizi per “PresaDiretta” su Rai 3 sia nel libro “Hassan e il genocidio”. La motivazione richiama la capacità di documentare la condizione dei civili mantenendo al centro la dimensione umana della tragedia.
Torna inoltre la sezione “Ossigeno per l’Informazione”, dedicata alla libertà di espressione e alla difesa del diritto di cronaca. I primi destinatari sono Roberto Malini e Lisetta Sperindei del comitato “Pesaro: no GNL”, premiati per il loro impegno pubblico in una vicenda indicata come emblematica del contrasto alle azioni legali intimidatorie.
Spazio anche a impatto sociale e nuove generazioni
Tra i riconoscimenti dell’edizione 2026 c’è anche il premio “Impresa Umanistica”, assegnato a Eurocoop Camini - Progetto Jungi Mundu. L’esperienza calabrese viene indicata come modello di accoglienza e rigenerazione sociale, capace di contrastare lo spopolamento e di costruire inclusione nei territori interni.
Per l’Università Ca’ Foscari di Venezia viene premiata la studentessa Anna Louise Whitney con il reportage “Aspetteremo il tuo ritorno a casa”, incentrato sui temi della memoria e delle radici attraverso uno sguardo rovesciato sul fenomeno migratorio.
Nel corso della cerimonia salgono inoltre sul palco i 42 studenti coinvolti nella Scuola di Reportage “Goffredo Parise” 2025-2026. Tra loro ci sono ragazzi di diversi istituti del territorio veneto, impegnati durante l’anno sul tema “Generazione Fragile” insieme ai giornalisti Lisa Iotti e Antonio Armano e allo scrittore Emiliano Poddi.
Un premio che continua a crescere
La giuria del Premio è presieduta da Toni Capuozzo e comprende Antonio Armano, Gianni Barbacetto e Marzio Breda. Il progetto fu avviato da Antonio Barzaghi, scomparso nel 2024, con l’obiettivo di tenere viva la lezione civile e letteraria di Parise; oggi la direzione artistica è affidata a Maria Rosaria Nevola.
La presidenza è in capo ad Andrea Favaretto, sindaco di Salgareda, mentre il sostegno istituzionale arriva dalla Provincia di Treviso e dai Comuni di Treviso, Salgareda, Ponte di Piave e Oderzo. Dal 2026 l’eredità organizzativa della Scuola di Reportage viene raccolta dall’associazione culturale NUNC, presieduta da Mara Pavan.
Per il Friuli, il premio assegnato a Ilaria Tuti rappresenta però il segnale più forte di questa edizione: a cinquant’anni dal sisma, la memoria della ricostruzione friulana continua a parlare anche fuori regione, entrando nel dibattito culturale nazionale attraverso la scrittura e il giornalismo narrativo.