Gemona apre la giornata del Giro con una pedalata amatoriale insieme a Ballan e Fondriest
Sabato 30 maggio ritrovo alla Caserma Emilio Pantalani e partenza alle 8 per l’iniziativa che precede la tappa del Giro d’Italia verso Piancavallo.
Prima del via ufficiale della tappa del Giro d’Italia, a Gemona del Friuli la mattinata di sabato 30 maggio si aprirà sulle biciclette con un appuntamento pensato per chi vuole respirare da vicino il clima della corsa rosa. In programma c’è una nuova edizione di “Un Giro nel Giro”, la pedalata amatoriale promossa da Banca Mediolanum lungo il percorso della gara.
L’iniziativa porterà in sella clienti, appassionati e curiosi poche ore prima del passaggio dei professionisti, trasformando il centro friulano in un punto d’incontro tra grande evento sportivo e partecipazione popolare. A rendere ancora più riconoscibile l’appuntamento ci saranno due nomi molto noti del ciclismo italiano: Alessandro Ballan e Maurizio Fondriest.
Il programma della mattina a Gemona
Il ritrovo è fissato alle 7.30 allo stand Banca Mediolanum allestito alla Caserma Emilio Pantalani. La partenza della pedalata è prevista alle 8, con rientro a Gemona del Friuli sulla linea destinata, poco più tardi, ad accogliere la partenza della ventesima tappa del Giro 2026.
Per il territorio si tratta di un prologo che aggiunge movimento e presenza di pubblico a una giornata già molto attesa. L’evento amatoriale, infatti, è pensato proprio per consentire ai partecipanti di percorrere una parte del tracciato e vivere in anticipo l’atmosfera della corsa.
Un percorso che richiama la storia del Friuli
La frazione del Giro viene presentata come “Piancavallo, la tappa della rinascita”, e anche la pedalata che la precede si inserisce in questo racconto. Il tracciato richiamato dall’iniziativa conduce da Gemona verso Roveredo e Piancavallo, toccando luoghi che riportano alla memoria il sisma del Friuli del 1976 e alla capacità della comunità di ricostruire.
Nel disegno della giornata c’è quindi anche un forte valore simbolico: non soltanto sport, ma un itinerario che attraversa una parte significativa della memoria regionale. La doppia ascesa finale verso Piancavallo richiama inoltre una delle salite più note del grande ciclismo, scenario di pagine rimaste impresse nella storia del Giro.
Tra i riferimenti evocati dall’organizzazione compaiono anche le imprese di campioni come Francesco Moser e Marco Pantani, con il successo del 1998 ancora ben presente tra gli appassionati. La presenza di Ballan e Fondriest aggiunge ulteriore richiamo a un appuntamento che si lega alla tradizione ciclistica italiana.
L’organizzazione e il legame con il Friuli Venezia Giulia
L’evento è curato dal Family Banker Office di Udine. Banca Mediolanum collega questa iniziativa alla propria presenza in Friuli Venezia Giulia, dove, secondo i dati diffusi dall’istituto e aggiornati al 30 aprile 2026, sono attivi 16 Family Banker Office, 99 consulenti e oltre 29 mila clienti.
“Un Giro nel Giro” rappresenta la sedicesima tappa dell’edizione 2026 del circuito amatoriale legato al Giro d’Italia. Per Banca Mediolanum si inserisce inoltre nel ventiquattresimo anno consecutivo di sostegno alla corsa rosa come sponsor ufficiale della Maglia Azzurra del Gran Premio della Montagna.
Accanto allo sport anche una raccolta fondi
La giornata si intreccia anche con l’impegno sociale di Fondazione Mediolanum, che nel 2026 sostiene la campagna “Verso l’autonomia”. Il progetto è rivolto a 152 minori nello spettro dell’autismo e alle loro famiglie, con la collaborazione di Anffas Nazionale ETS APS, Fondazione Renato Piatti e Angsa APS ETS.
L’obiettivo indicato è accompagnare bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo in un percorso continuativo, lavorando su capacità comunicative, relazionali e personali. Sono previste attività educative, laboratoriali ed esperienziali, insieme a un supporto dedicato ai nuclei familiari nella gestione della quotidianità.
Fondazione Mediolanum ha annunciato che raddoppierà i primi 60 mila euro raccolti. Anche il passaggio del Giro e gli eventi collegati, come quello in programma a Gemona, diventano così un’occasione per dare visibilità al progetto e affiancare al richiamo sportivo un messaggio di inclusione.