Fvg, via libera a nuove misure per i professionisti: contributi su corsi, studi e strumenti di lavoro

Dalla formazione anche online ai fondi per far crescere gli studi: la Regione aggiorna gli incentivi e amplia l’accesso per chi ha figli minori

A cura di Web Team Web Team
04 giugno 2026 21:32
Fvg, via libera a nuove misure per i professionisti: contributi su corsi, studi e strumenti di lavoro -
Condividi

Per chi lavora come libero professionista in Friuli Venezia Giulia si apre una nuova fase sul fronte degli incentivi regionali. In Commissione è arrivato l’ok unanime a due regolamenti che ritoccano il sistema di sostegno già esistente, con interventi che toccano la formazione, gli investimenti negli studi e l’organizzazione del lavoro professionale.

La decisione è maturata a Trieste, nella II Commissione consiliare, dove è stato esaminato un pacchetto presentato dall’assessore regionale al Lavoro e Formazione Alessia Rosolen. L’impianto aggiorna strumenti costruiti negli anni per accompagnare le professioni e prova ad adattarli a un mercato cambiato, anche per effetto delle trasformazioni accelerate nel periodo successivo alla pandemia.

Secondo quanto illustrato in sede istituzionale, il quadro regionale comprende oggi otto linee di sostegno rivolte ai professionisti, a cui si aggiunge una misura dedicata agli ordini. Le novità approvate intervengono soprattutto su due capitoli molto concreti: l’accesso ai percorsi formativi e il rafforzamento materiale degli studi.

Più spazio agli investimenti negli studi professionali

Una delle misure introdotte guarda alla crescita e alla competitività delle attività professionali. Il nuovo contributo è destinato all’acquisto di beni utili allo svolgimento del lavoro: tra le voci ammesse figurano attrezzature informatiche, programmi software, arredi, oltre a marchi e brevetti.

Il sostegno è pensato per professionisti con meno di 46 anni che esercitano da almeno tre anni e che abbiano una struttura già organizzata sul piano occupazionale: almeno tre dipendenti a tempo indeterminato, oppure almeno un lavoratore con disabilità. Il contributo copre metà della spesa ritenuta ammissibile e può arrivare fino a 30mila euro.

L’obiettivo dichiarato è aiutare gli studi a compiere investimenti capaci di incidere sulla qualità del servizio e sull’efficienza interna, compresi gli strumenti digitali e i sistemi legati alla gestione documentale, sempre più centrali nell’attività quotidiana.

Formazione: cambia la soglia anagrafica per i genitori

Un altro passaggio rilevante riguarda i contributi per la formazione. La modifica più evidente interessa i professionisti con figli minorenni: per loro il limite di età viene alzato e passa da 36 a 46 anni non compiuti, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.

Viene inoltre superato un vincolo che restringeva l’aiuto ai soli percorsi svolti fuori dall’Italia. Con il nuovo regolamento il contributo a fondo perduto potrà coprire anche corsi frequentati nel Paese e attività formative seguite online attraverso piattaforme digitali. Per questa linea la disponibilità prevista ammonta a 500mila euro nel triennio.

Nell’impostazione della Regione, il cambiamento punta a rendere il sistema più aderente alle esigenze reali delle professioni, tenendo insieme aggiornamento delle competenze, organizzazione familiare e inclusione lavorativa.

Nella stessa seduta approvato anche il regolamento sul lavoro

Accanto alle misure dedicate ai professionisti, la Commissione ha dato parere favorevole all’unanimità anche al regolamento sulle politiche attive del lavoro previsto dalla normativa regionale. Si tratta di un tassello distinto, ma collegato alla strategia con cui l’amministrazione intende affrontare le difficoltà occupazionali e sostenere le transizioni nel mercato del lavoro.

Tra i punti evidenziati c’è l’estensione a 365 giorni della presa in carico dei disoccupati, insieme a una maggiore attenzione ai contratti di apprendistato. Nelle intenzioni della Regione, lo strumento dovrà garantire più flessibilità nell’accompagnamento dei lavoratori, soprattutto nei momenti in cui il sistema produttivo regionale attraversa fasi di crisi.

Per il Friuli Venezia Giulia il pacchetto approvato rappresenta quindi un doppio segnale: da una parte il rafforzamento delle attività professionali, dall’altra un intervento più elastico sul versante occupazionale. Due direttrici che, nelle prossime applicazioni concrete, saranno osservate con attenzione anche dai territori e dalle categorie interessate.

Segui Prima Friuli