Fusine, la vertenza Kito resta aperta: al tavolo nessuna svolta sui posti a rischio

Dall’incontro a Tolmezzo non emerge un’intesa. Restano 19 gli esuberi annunciati nello stabilimento di Fusine, mentre cresce la pressione politica.

06 giugno 2026 18:16
Fusine, la vertenza Kito resta aperta: al tavolo nessuna svolta sui posti a rischio -
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Per i lavoratori dello stabilimento Kito Chain di Fusine, il confronto andato in scena a Tolmezzo non ha portato il chiarimento atteso. Il nodo principale rimane infatti immutato: i 19 posti di lavoro indicati dall’azienda come esuberi non hanno ancora trovato una soluzione condivisa.

La riunione si è tenuta nella sede di Confindustria a Tolmezzo e ha visto sedersi allo stesso tavolo la direzione di Kito Chain Italia e la delegazione sindacale unitaria composta da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Rsu. Dall’incontro, però, non è uscito alcun accordo capace di cambiare il quadro della vertenza.

Un passaggio delicato per l’area di Tarvisio

La questione ha un peso che va oltre i confini aziendali, perché riguarda un presidio produttivo considerato rilevante per l’area montana del Tarvisiano. Kito di Tarvisio, erede della ex Weissenfels, continua a rappresentare un punto di riferimento per occupazione e tenuta sociale in un territorio dove ogni riduzione di lavoro ha effetti immediati.

Proprio per questo, il caso viene seguito con particolare attenzione anche sul piano istituzionale. In una zona fragile sotto il profilo demografico ed economico, la perdita di quasi venti impieghi rischia di avere ricadute che superano i cancelli della fabbrica.

L’intervento dei consiglieri regionali del Pd

A sollecitare un cambio di passo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Massimo Mentil e Massimiliano Pozzo. I due parlano di un confronto che non ha prodotto risultati concreti e chiedono che al prossimo appuntamento venga ribadita con nettezza la contrarietà ai licenziamenti.

Accanto allo stop agli esuberi, i consiglieri indicano un altro punto ritenuto essenziale: la presentazione di un progetto industriale credibile per il sito di Fusine. Secondo la loro posizione, senza una prospettiva chiara sul futuro produttivo dello stabilimento, il rischio è che la vertenza resti confinata a una gestione emergenziale.

Il prossimo incontro come snodo decisivo

La nuova convocazione prevista per la prossima settimana viene ora letta come un passaggio importante per capire se esistano margini reali di trattativa. L’obiettivo, sul fronte sindacale e politico, è provare a evitare i 19 licenziamenti annunciati e aprire una discussione più ampia sulle prospettive dell’azienda.

Il tema del lavoro, del resto, resta centrale anche nel dibattito regionale, come dimostrano i recenti passaggi affrontati in Consiglio regionale Fvg. Nel caso Kito, però, il confronto ha un valore particolarmente sensibile per il Friuli montano: dalla tenuta di questo stabilimento dipende una parte dell’equilibrio occupazionale di un’area che da tempo fa i conti con fragilità strutturali.

Per ora, dunque, la vertenza resta sospesa. Nessuna intesa, nessun arretramento sul numero degli esuberi e attesa concentrata sul prossimo tavolo, da cui lavoratori e territorio si aspettano segnali più concreti rispetto a quelli arrivati finora.

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