Friuli Venezia Giulia, risorse per ville e parchi d’epoca: via al bando regionale
La Regione apre i contributi per interventi su dimore storiche e giardini tutelati: domande via Pec dal 2 al 23 novembre 2026.
Nel Friuli Venezia Giulia si apre una nuova finestra di finanziamento per intervenire su residenze storiche e aree verdi di pregio. La Giunta regionale ha approvato il bando che sostiene lavori di recupero, conservazione e valorizzazione di immobili e giardini di interesse storico, con una misura rivolta sia ai soggetti pubblici sia ai privati.
Il provvedimento, presentato su proposta del vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, punta a rafforzare la tutela del patrimonio architettonico e paesaggistico regionale. L’obiettivo dichiarato è duplice: proteggere beni di valore culturale e, allo stesso tempo, favorirne una fruizione capace di incidere anche sull’attrattività turistica del territorio.
Quando presentare la richiesta
Le domande dovranno essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata. La finestra utile sarà aperta dal 2 novembre al 23 novembre 2026.
Si tratta quindi di una scadenza concentrata in poche settimane, che interessa proprietari pubblici e privati intenzionati a candidare progetti su immobili storici e sui relativi spazi verdi.
A chi si rivolge la misura
Il bando riguarda le dimore storiche costruite entro il 1800 e già sottoposte a tutela. Tra gli interventi ammessi rientrano anche opere di riqualificazione e manutenzione straordinaria dei giardini collegati a questi immobili.
Possono accedere ai contributi i Comuni proprietari, le persone fisiche, gli enti privati senza scopo di lucro e le società, sia di persone sia di capitali, che risultino titolari dei beni interessati.
La Regione ha inoltre previsto un limite per evitare cumuli di sostegno pubblico sugli stessi soggetti: restano esclusi coloro che hanno già beneficiato di finanziamenti per l’architettura fortificata attraverso il bando regionale pubblicato nell’ottobre 2024.
Quanto copre il contributo
Sul piano economico, l’aiuto regionale può arrivare fino all’80% della spesa considerata ammissibile. Per partecipare è richiesto un investimento minimo pari a 50 mila euro.
I tetti massimi cambiano in base al profilo del richiedente e alle condizioni dell’immobile. Per gli enti pubblici il contributo può raggiungere i 250 mila euro. Per i privati e per gli enti non profit, chiamati comunque a garantire anche un utilizzo pubblico del bene, il limite sale a 200 mila euro se la dimora è inagibile, mentre negli altri casi si ferma a 150 mila euro.
Un intervento che guarda anche alla valorizzazione del territorio
Nelle parole del vicegovernatore Anzil, la misura conferma la centralità della salvaguardia del patrimonio storico e ambientale del Friuli Venezia Giulia. La linea scelta dalla Regione lega infatti la conservazione dei beni alla loro funzione culturale, educativa e turistica.
Per il territorio friulano, dove ville, dimore di antica origine e giardini storici rappresentano una parte riconoscibile del paesaggio, il bando può diventare uno strumento concreto per sostenere interventi spesso impegnativi sotto il profilo economico e decisivi per la trasmissione di questi beni alle generazioni future.