Friuli Venezia Giulia, nuovi fondi Fesr: spinta a manifattura circolare e cultura nelle Valli del Torre e del Natisone

La Regione aggiorna l’avanzamento del programma 2021-2027: 58 misure già partite, 4 milioni in arrivo tra imprese e valorizzazione dei luoghi culturali

16 luglio 2026 13:37
Friuli Venezia Giulia, nuovi fondi Fesr: spinta a manifattura circolare e cultura nelle Valli del Torre e del Natisone -
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Quattro milioni di euro in nuove risorse entrano nel percorso del Fesr 2021-2027 del Friuli Venezia Giulia, con due direttrici precise: sostenere il manifatturiero nella conversione verso modelli più sostenibili e rafforzare il ruolo dei presìdi culturali nelle Valli del Torre e del Natisone.

L’aggiornamento è stato presentato a Pordenone nel corso del tavolo di partenariato, momento in cui la Regione ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del programma europeo e sulle prossime aperture. Per il Friuli, il dato più immediato riguarda proprio l’arrivo di nuovi bandi che toccano da vicino imprese e territori.

La quota complessiva messa ora a disposizione è composta da 3,5 milioni destinati alle micro, piccole e medie imprese del settore manifatturiero e da 542.500 euro per interventi su musei, collezioni e altri spazi pubblici della cultura nell’area interna delle Valli del Torre e del Natisone.

Il quadro regionale del programma

Nel bilancio tracciato dall’assessore alle Finanze Barbara Zilli emerge una fase già avanzata dell’attuazione del Fesr regionale. Le procedure avviate sono 58 su 86, per un valore di 452 milioni di euro.

Ai numeri delle misure aperte si aggiungono quelli dei progetti: 2.437 risultano finanziati e 1.389 hanno già completato il loro percorso. Un passaggio che segnala come il programma non sia più soltanto nella fase di pianificazione, ma stia producendo effetti concreti su investimenti e iniziative nei diversi territori del Friuli Venezia Giulia.

Le imprese friulane al centro del nuovo bando

La misura economicamente più consistente riguarda il comparto manifatturiero. La dotazione da 3,5 milioni punta ad accompagnare le aziende nella transizione verso l’economia circolare, tema che interessa in modo diretto una parte rilevante del tessuto produttivo regionale.

L’obiettivo indicato è favorire processi di innovazione e una riorganizzazione delle produzioni e delle filiere con maggiore attenzione all’uso efficiente delle risorse. In sostanza, il bando intende sostenere investimenti che aiutino le imprese a rendere più sostenibili i propri modelli operativi senza perdere competitività.

Nel ragionamento regionale, questo intervento si colloca accanto ad altri strumenti già avviati sul fronte dell’innovazione, compresi quelli rivolti alla trasformazione digitale e al rafforzamento della capacità competitiva delle imprese più piccole.

Valli del Torre e del Natisone, risorse per i luoghi della cultura

Il secondo filone ha una forte impronta territoriale e riguarda una delle aree interne più significative del Friuli. I 542.500 euro previsti serviranno a sostenere progetti legati a musei, raccolte artistico-culturali e altri spazi pubblici che possono diventare leve di sviluppo locale.

Le risorse sono pensate per interventi di riqualificazione, riattivazione e rigenerazione di immobili e contenitori culturali oggi sottoutilizzati o dismessi. L’idea è quella di dare nuova funzione a questi luoghi, favorendo iniziative culturali e creative con ricadute anche sul piano sociale.

Per un’area come quella delle Valli del Torre e del Natisone, il tema non è soltanto conservare il patrimonio esistente, ma renderlo parte attiva di una strategia più ampia, costruita insieme alle comunità locali e orientata a creare occasioni di attrattività e presidio del territorio.

La linea regionale sulle aree interne

Nel corso dell’incontro, Zilli ha collegato questo intervento a una visione più ampia sulle zone montane e periferiche del Friuli Venezia Giulia. La direzione indicata è quella di uno sviluppo duraturo, basato su servizi, recupero di spazi pubblici e nuove destinazioni per immobili oggi poco utilizzati.

La valorizzazione dei siti culturali viene letta quindi come un tassello di una politica territoriale più estesa, che punta a rafforzare vivibilità, attrattività e opportunità economiche. In questa cornice rientrano anche i segnali che la Regione collega alla crescita di interesse verso alcuni territori interni, tra nuove attività, turismo e ritorno di funzioni nei centri meno serviti.

Per il Friuli, i due nuovi bandi rappresentano così un passaggio concreto: da una parte il sostegno alla trasformazione del sistema produttivo, dall’altra un investimento su cultura e riuso degli spazi come strumenti di tenuta e rilancio delle comunità locali.

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