Forno crematorio di Paderno, in Regione torna il nodo dei numeri: Honsell chiede di ridurre la portata dell’impianto

Il consigliere di Open Sinistra Fvg rilancia la petizione firmata da oltre 3mila cittadini e contesta dimensioni, utilità pubblica e scelta dell’area.

02 novembre 2026 18:52
Forno crematorio di Paderno, in Regione torna il nodo dei numeri: Honsell chiede di ridurre la portata dell’impianto -
Condividi

Il dibattito sul nuovo impianto crematorio di Paderno resta aperto anche a livello regionale. In III Commissione è stata riportata al centro dell’attenzione la petizione sottoscritta da più di 3mila cittadini, che chiede di abbassare la capacità prevista per la struttura entrata in funzione da circa un mese nel cimitero udinese.

A intervenire è stato il consigliere regionale Furio Honsell, esponente di Open Sinistra Fvg, che ha ribadito le proprie perplessità sull’impostazione complessiva del progetto e sulla sua effettiva utilità per la collettività.

La contestazione sui volumi previsti

Il punto più discusso riguarda la dimensione dell’impianto. Secondo Honsell, la previsione di 8mila cremazioni all’anno resta eccessiva e sproporzionata rispetto al contesto locale. Il consigliere ha ricordato di avere sostenuto personalmente la petizione anche come cittadino, chiedendo una riduzione dei volumi autorizzati.

Nella sua valutazione, una struttura di questo tipo finirebbe per coprire da sola una quota molto ampia del fabbisogno regionale, arrivando intorno alla metà del totale del Friuli Venezia Giulia. Un dato che, secondo il consigliere, rende ancora più urgente chiarire quale sia il reale interesse pubblico dell’operazione.

Le critiche sulla scelta di Paderno

Tra i temi sollevati in Commissione c’è anche il trasferimento del progetto da San Vito a Paderno. Honsell ha messo in discussione la decisione di non procedere con la riqualificazione dell’impianto già esistente a San Vito, soluzione che era stata impostata durante la sua esperienza amministrativa, scegliendo invece un nuovo intervento in un’altra area della città.

Secondo il consigliere, questa scelta avrebbe avuto conseguenze urbanistiche rilevanti: da una parte il consumo di suolo agricolo nella zona di Paderno, dall’altra la creazione di uno spazio dismesso a San Vito. Due effetti che, nel suo ragionamento, pesano sul bilancio complessivo dell’operazione.

Il tema dell’interesse pubblico

Honsell ha anche sostenuto che attorno al progetto restino interrogativi non chiariti. In particolare, ha posto l’accento sulla possibilità che l’iniziativa risponda più a una logica imprenditoriale legata al project financing che a un bisogno pubblico definito in modo trasparente.

Nel corso della discussione, ha riferito di non avere ricevuto risposte convincenti ai quesiti avanzati. Da qui la richiesta di riaprire il confronto politico sul dimensionamento dell’impianto e sulla sua collocazione.

Il consigliere di Open Sinistra Fvg ha infine richiamato anche l’impatto che, a suo avviso, la struttura potrebbe avere sul quartiere, citando la previsione di oltre una ventina di carri funebri al giorno diretti a Paderno. Un elemento che, nella sua lettura, confermerebbe la necessità di rivedere il progetto. Per il momento, il tema resta sul tavolo della politica regionale, con una richiesta precisa: ridurre la portata dell’impianto inaugurato a Udine nelle scorse settimane.

Segui Prima Friuli