Foreste certificate, il Friuli Venezia Giulia amplia la rete: decisivo l’ingresso di Tramonti di Sopra

La verifica di CSQA conferma il percorso del gruppo coordinato da UNCEM FVG: la superficie dei boschi pubblici PEFC sale a ridosso dei 105 mila ettari.

15 luglio 2026 13:35
Foreste certificate, il Friuli Venezia Giulia amplia la rete: decisivo l’ingresso di Tramonti di Sopra -
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La mappa della gestione forestale certificata in Friuli Venezia Giulia si allarga ancora e avvicina quota 105 mila ettari. A far crescere il dato regionale è soprattutto l’ingresso di Tramonti di Sopra, comune che porta nel sistema PEFC 4.218 ettari di bosco pubblico.

Il risultato arriva dopo il controllo annuale concluso alla fine di giugno, con esito favorevole, sul gruppo per la gestione forestale sostenibile seguito da UNCEM FVG. La conferma riguarda il rispetto degli standard nazionali PEFC, riferimento per la conduzione responsabile delle superfici forestali pubbliche.

Per il Friuli montano non si tratta soltanto di un passaggio tecnico. La certificazione incide infatti sulla possibilità di amministrare il patrimonio boschivo con criteri riconosciuti e di dare maggiore forza alle filiere del legno legate al territorio.

Il ruolo del Pordenonese nella crescita del sistema

L’adesione di Tramonti di Sopra rappresenta l’elemento più visibile di questo aggiornamento. Il nuovo apporto consolida il peso delle aree montane del Pordenonese dentro una rete regionale che coinvolge enti pubblici e realtà forestali già attive da anni sul fronte della gestione sostenibile.

Accanto al nuovo ingresso, hanno contribuito all’aumento anche gli ampliamenti di superfici già certificate da parte di altri soggetti aderenti. Il quadro che emerge è quello di un sistema in progressiva estensione, costruito nel tempo con il coinvolgimento di Comuni, proprietà collettive, consorzi e compendi forestali regionali.

Che cosa ha controllato la verifica annuale

L’audit di sorveglianza è stato svolto da CSQA e ha preso in esame sia la parte documentale sia i controlli direttamente in bosco. Tra gli aspetti valutati rientrano la pianificazione forestale, la conduzione delle utilizzazioni e la possibilità di seguire il percorso del legname certificato.

In sostanza, la verifica serve ad accertare che la gestione delle foreste rispetti criteri codificati e controllati da un soggetto indipendente. Per gli enti coinvolti questo significa poter attestare una conduzione responsabile delle risorse e offrire maggiori garanzie lungo la filiera.

Boschi pubblici certificati PEFC in Friuli Venezia Giulia: sfiorati i 105 mila ettari
Boschi pubblici certificati PEFC in Friuli Venezia Giulia: sfiorati i 105 mila ettari

Una delle realtà più estese a livello nazionale

Con la superficie raggiunta, il gruppo coordinato da UNCEM Friuli Venezia Giulia si colloca tra le esperienze italiane più rilevanti per estensione di boschi pubblici certificati. Ne fanno parte proprietari o gestori di aree forestali presenti sul territorio regionale, comprese le proprietà della Regione.

La portata di questo patrimonio va oltre la produzione di materia prima rinnovabile. La gestione sostenibile dei boschi ha ricadute sulla stabilità del suolo, sulla tutela delle acque, sulla biodiversità e anche sulla riduzione dei rischi legati al dissesto idrogeologico, tema particolarmente sensibile nelle zone montane friulane.

I prossimi passaggi per il gruppo regionale

Secondo il presidente di UNCEM Friuli Venezia Giulia Ivan Buzzi, che è anche sindaco di Pontebba, l’aumento delle superfici certificate riflette l’attenzione crescente di Comuni ed enti montani verso questi strumenti. L’ingresso di Tramonti di Sopra, insieme agli ampliamenti già registrati, viene letto anche come una possibilità per rafforzare la competitività delle filiere locali del legno.

Dopo la conferma arrivata con l’audit, il lavoro del gruppo proseguirà ora sulla transizione al nuovo standard di gestione forestale sostenibile introdotto da PEFC Italia. In programma ci sono anche iniziative dedicate alla corretta cura del patrimonio boschivo e alla valorizzazione dei servizi ecosistemici che queste aree garantiscono alle comunità del Friuli Venezia Giulia.

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