Folkest lancia il Premio Alberto Cesa 2027: finale a San Daniele e omaggio alla lingua friulana
Candidature aperte fino al 31 ottobre per la 23esima edizione del concorso nazionale. Tra le prove finali anche un brano da rileggere in friulano.
Il Friuli torna al centro di uno degli appuntamenti più riconoscibili della musica di tradizione contemporanea. Con l’apertura delle candidature al Premio Alberto Cesa 2027, Folkest rimette in moto un percorso che si chiuderà la prossima estate a San Daniele, dove arriveranno i progetti selezionati da tutta Italia.
La finestra per iscriversi resterà aperta fino alla mezzanotte del 31 ottobre. Il concorso, giunto alla ventitreesima edizione, è dedicato a formazioni e artisti capaci di intrecciare repertori, radici culturali e linguaggi musicali diversi, mantenendo vivo il legame tra tradizione e ricerca.
Per il territorio friulano non si tratta soltanto di ospitare l’atto conclusivo della rassegna. L’edizione 2027 introduce infatti un passaggio che richiama direttamente il patrimonio locale: ai finalisti sarà proposto un testo in lingua friulana da musicare e interpretare, partendo da materiali scelti dalla direzione artistica all’interno della tradizione regionale.
Il percorso verso San Daniele
Prima dell’approdo sul palco di Folkest, il premio seguirà un iter articolato. Una giuria composta da professionisti del settore, musicisti e giornalisti effettuerà la prima selezione dei candidati. Da lì prenderà forma la fase dal vivo, con appuntamenti distribuiti in varie città italiane.
Le semifinali toccheranno Arezzo, Cervasca, Udine, Roma e Verona. Il calendario partirà il 3 dicembre da Arezzo, mentre la chiusura del ciclo è prevista entro il 30 gennaio 2027 a Verona. Al termine di questo cammino saranno cinque i gruppi ammessi alla finale estiva in Friuli.
La prova che guarda al patrimonio friulano
Tra gli elementi più significativi di questa edizione c’è proprio la scelta di inserire una prova legata alla lingua friulana. Non un dettaglio accessorio, ma un segnale preciso: il concorso vuole misurarsi anche con la capacità degli artisti di entrare in dialogo con una tradizione viva, radicata e ancora fertile sul piano musicale.
Per Prima Friuli è questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa, perché lega una manifestazione di respiro nazionale al patrimonio culturale della regione. La finale non sarà quindi solo una vetrina per nuovi progetti, ma anche un’occasione per riportare al centro testi, suoni e sensibilità che appartengono alla storia del territorio.
I riconoscimenti in palio
Ai vincitori andrà il Premio Nuovo Imaie. Per i primi classificati è previsto inoltre l’invito a esibirsi a Folkest 2028 e a Ethnos 2028, mentre il secondo e il terzo progetto riceveranno spazio in due serate di Folkest sul territorio nel 2028.
Il Premio Alberto Cesa, nelle sue edizioni passate, ha accolto numerosi artisti e gruppi, diventando negli anni un punto di riferimento per chi lavora sulla musica d’autore legata alle tradizioni popolari e alle contaminazioni culturali. Andrea Del Favero ha sottolineato come attorno al concorso si sia consolidato nel tempo un forte senso di comunità tra organizzazione e partecipanti, con l’obiettivo di condividere esperienze e proporre musica di qualità.
Il nome a cui il premio è dedicato
La manifestazione ricorda Alberto Cesa, nato nel 1947 e scomparso nel 2010, figura centrale del folk revival italiano. Cantante, chitarrista e ghirondista, fu fondatore nel 1974 del marchio Cantovivo e costruì un percorso artistico capace di unire canzone popolare, ricerca musicale e attenzione sociale.
Per oltre trent’anni portò nelle sue opere temi legati al lavoro e alle contraddizioni del vivere quotidiano, accostando tradizioni differenti e repertori provenienti da aree diverse. Negli ultimi anni si era dedicato anche ai Fogli Volanti, testi e scritti di carattere politico circolati clandestinamente per decenni. Il premio che porta il suo nome continua oggi a raccoglierne l’eredità, e il fatto che il traguardo finale passi ancora una volta dal Friuli rafforza il legame tra Folkest e una scena musicale che qui trova da tempo uno dei suoi luoghi più naturali.