Fiume Veneto riscopre la sua fabbrica simbolo: in mostra il volto umano del cotonificio

Nella sala parrocchiale di piazza Marconi un percorso tra fotografie, carte d’archivio e ricordi degli ex lavoratori. Visite aperte fino all’8 novembre.

26 ottobre 2026 09:33
Fiume Veneto riscopre la sua fabbrica simbolo: in mostra il volto umano del cotonificio -
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Non c’è soltanto la storia di un impianto produttivo dentro “Un Paese di Cotone”, ma quella di un’intera comunità che per decenni si è riconosciuta attorno alla sua fabbrica. A Fiume Veneto la nuova esposizione dedicata al cotonificio mette al centro proprio questo: i volti, il lavoro quotidiano e la memoria condivisa di uomini e donne che hanno segnato la vita del paese.

L’iniziativa è stata aperta sabato 24 ottobre nella sala parrocchiale di piazza Marconi e ha richiamato fin dall’inaugurazione molte persone, tra cui diversi ex dipendenti. Per generazioni, a Fiume Veneto, quel luogo è stato semplicemente “la fabrica”, presenza familiare e decisiva nell’economia locale.

Un archivio di vite e lavoro

Il percorso espositivo raccoglie fotografie storiche, documenti, testimonianze e anche una ricostruzione del filatoio. Il taglio scelto non si limita però alla dimensione industriale: l’attenzione è rivolta soprattutto a chi in quello stabilimento ha trascorso anni di lavoro e a quanto quell’esperienza abbia inciso sulle famiglie del territorio.

La mostra nasce dalla collaborazione tra Comune di Fiume Veneto, Università della Terza Età e associazione Fiume Crea, con il supporto di P-studio. Alla base c’è un lavoro di raccolta della memoria costruito insieme a chi il cotonificio lo ha conosciuto direttamente.

A Fiume Veneto una mostra racconta le persone del cotonificio
A Fiume Veneto una mostra racconta le persone del cotonificio

Il vicesindaco e assessore alla Cultura Donatella Azzaretti ha spiegato che la volontà dell’amministrazione è stata quella di restituire al paese una parte essenziale della propria identità. Nelle parole dell’assessore, il cotonificio ha rappresentato molto più di un sito produttivo, lasciando un segno profondo sul piano sociale, lavorativo ed economico.

Più di un secolo dentro la storia locale

Lo stabilimento aprì nel dicembre del 1885 e già nei primi mesi del 1886 dava lavoro a circa 400 persone. Da allora ha attraversato stagioni molto diverse, compreso il periodo della riconversione in setificio durante la Seconda guerra mondiale, fino alla chiusura definitiva della produzione nel 1999.

Quel passaggio finale segnò anche un primato simbolico: fu infatti l’ultimo cotonificio del Pordenonese a fermarsi. Un dato che aiuta a capire il peso avuto dall’impianto non solo per Fiume Veneto, ma per un’area più ampia del Friuli occidentale.

A ricordarlo è anche Carlo Bortolussi, già responsabile tecnico dello stabilimento e oggi nel direttivo dell’UTE, tra i promotori dell’iniziativa. Durante l’apertura ha richiamato il valore formativo di quell’esperienza, sottolineando come da quelle linee produttive siano passati negli anni tecnici, artigiani, imprenditori e professionisti che hanno poi contribuito alla crescita del territorio.

Una memoria che parla anche ai più giovani

L’esposizione non edulcora la realtà del lavoro in fabbrica, fatta di ritmi pesanti e sacrifici protratti nel tempo. Proprio per questo il racconto acquista spessore: accanto al ruolo economico del cotonificio emerge la fatica concreta che ha sostenuto centinaia di nuclei familiari.

Tra gli obiettivi indicati dall’amministrazione c’è anche quello di dare continuità a questo patrimonio di ricordi, portando il progetto in altri spazi del paese, a partire dalle scuole e dal municipio. L’idea è far arrivare questa storia alle nuove generazioni, perché il passato industriale di Fiume Veneto resti leggibile e vicino.

A Fiume Veneto una mostra racconta le persone del cotonificio
A Fiume Veneto una mostra racconta le persone del cotonificio

Quando visitare la mostra

“Un Paese di Cotone” sarà aperta al pubblico fino all’8 novembre. Le visite sono possibili il venerdì dalle 16 alle 19, mentre sabato e domenica l’orario è diviso in due fasce: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Per Fiume Veneto è un’occasione concreta per rileggere una pagina centrale della propria storia collettiva, partendo non dai macchinari ma dalle persone che, con il loro lavoro, hanno dato forma a un pezzo importante dell’identità locale.

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