Grignano, la protesta per i pini torna al porticciolo: arte e ambiente al centro dell’incontro
A Trieste nuova iniziativa pubblica per chiedere tutela del verde urbano: presente anche il collettivo Danze Resistenti, nonostante il maltempo.
Al porticciolo di Grignano la difesa dei pini è tornata a riunire cittadini e associazioni in un appuntamento che, pur segnato dalla pioggia poco prima dell’avvio, ha registrato una partecipazione significativa. L’iniziativa ha riportato l’attenzione su uno dei temi ambientali più sentiti dell’area triestina: la salvaguardia del verde come patrimonio condiviso.
Nel corso del pomeriggio, uno dei momenti più seguiti è stato l’intervento del collettivo Danze Resistenti, che ha scelto il linguaggio del corpo e della performance per sostenere la mobilitazione. Un contributo artistico inserito dentro una battaglia civica che a Grignano continua a coinvolgere sensibilità diverse.
Una mobilitazione che parla al territorio
Il presidio si è svolto sabato pomeriggio e ha rilanciato, in chiave locale, una discussione più ampia sul rapporto tra comunità e beni comuni. A Grignano il nodo non riguarda soltanto alcuni alberi, ma il valore ambientale e paesaggistico di un luogo molto riconoscibile per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia.
Secondo quanto ricordato durante l’incontro, la questione dei pini viene letta anche come un tema di interesse collettivo: un ecosistema urbano, infatti, non produce solo ombra o decoro, ma contribuisce agli equilibri ambientali e alla qualità della vita.
Il messaggio lanciato da Legambiente
Renato La Rosa, del circolo Legambiente di Trieste, ha collegato il presidio di Grignano alle manifestazioni giovanili che nello stesso momento si stavano tenendo in varie città italiane, con richiami alla pace e alla necessità di politiche sociali ed economiche più attente al futuro delle nuove generazioni.
In questo quadro, la formula del “pensare globale e agire locale” è stata richiamata per spiegare il senso dell’appuntamento triestino: la tutela dei beni comuni, è stato osservato, parte anche dalla protezione concreta degli spazi verdi del proprio territorio.
Non solo alberi: il peso ambientale ed economico
Tra i punti evidenziati nel corso della mobilitazione c’è anche la valutazione del danno patrimoniale, indicato in circa 400 mila euro. A questo si aggiunge la perdita delle funzioni ambientali garantite dagli alberi, effetti che non si recuperano in tempi brevi e che possono lasciare conseguenze per anni.
Per i promotori, ridurre la vicenda a un confronto su “semplici pini” significa trascurare un tema ben più ampio. In gioco c’è il ruolo del verde urbano dentro città sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico e alla progressiva riduzione degli spazi naturali.
Biodiversità e regole ancora disattese
Durante l’incontro è stato ribadito che la tutela degli ecosistemi urbani e della biodiversità non può restare un principio astratto. La perdita di alberi e superfici verdi, è stato sottolineato, incide sugli equilibri naturali e finisce per riflettersi anche sulla salute delle persone.
Il richiamo finale è andato anche al quadro normativo europeo, che impone la protezione degli ecosistemi cittadini, un indirizzo che secondo gli ambientalisti non trova ancora piena applicazione né a livello nazionale né in ambito regionale. Da Grignano, quindi, il messaggio rilanciato è netto: ogni porzione di verde sottratta oggi pesa sul futuro delle prossime generazioni.