Fertilizzanti, allarme in Friuli dopo il voto Ue sul CBAM: Confagricoltura chiede correttivi

Per le aziende agricole friulane la revisione del meccanismo europeo sul carbonio rischia di tradursi in nuovi costi lungo tutta la filiera.

A cura di Web Team Web Team
17 settembre 2026 10:04
Fertilizzanti, allarme in Friuli dopo il voto Ue sul CBAM: Confagricoltura chiede correttivi -
Condividi

Per le imprese agricole del Friuli il nodo, più che tecnico, è molto concreto: se il prezzo dei fertilizzanti continuerà a salire, i margini delle aziende si ridurranno ancora. È da questa preoccupazione che parte la presa di posizione di Confagricoltura Fvg dopo il voto dell’Europarlamento sulla revisione del CBAM, il sistema europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere.

L’associazione regionale guarda con preoccupazione alla mancata approvazione dell’articolo 27-bis, la disposizione che avrebbe consentito di fermare temporaneamente il meccanismo in situazioni eccezionali. Per il comparto agricolo si trattava di una possibile valvola di sicurezza in una fase già segnata da rincari pesanti sui mezzi tecnici.

Secondo Confagricoltura Fvg, l’effetto potenziale non si fermerebbe ai conti delle singole aziende. L’aumento dei costi di produzione, infatti, potrebbe riflettersi sulla capacità competitiva del settore e, a cascata, anche sui prezzi finali dei prodotti alimentari.

Il timore delle aziende del territorio

A intervenire è il presidente regionale Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, che legge il passaggio europeo come un segnale critico per il comparto primario. Il punto più sensibile riguarda proprio i fertilizzanti, voce che pesa in maniera rilevante nell’equilibrio economico delle imprese agricole friulane.

La valutazione dell’organizzazione è netta: senza strumenti capaci di alleggerire l’impatto del CBAM nei momenti più difficili, il rischio è quello di aggiungere nuovi oneri a una filiera che sta già assorbendo costi elevati. Da qui la contestazione verso una scelta ritenuta insufficiente rispetto alle necessità del settore.

Confagricoltura considera infatti parziale l’ipotesi di destinare ai comparti in difficoltà parte dei proventi legati al meccanismo europeo, con l’eventuale estensione delle risorse rimessa alla Commissione Ue. Per l’associazione, il riconoscimento del problema non basta se manca una risposta stabile.

Perché il tema pesa anche fuori dalle campagne

La questione, osserva il mondo agricolo, non riguarda soltanto chi produce. Se aumentano i costi per concimi e altri input indispensabili, l’impatto può trasferirsi lungo l’intera catena, dalla produzione alla trasformazione, fino al consumatore.

Nella lettura di Confagricoltura, i maggiori oneri legati ai fertilizzanti superano complessivamente il miliardo di euro. Un dato che viene indicato come misura della pressione che il settore sta già sopportando e che potrebbe accentuarsi con il quadro normativo europeo in via di definizione.

La partita si sposta ora al Trilogo

Il confronto non è chiuso. L’associazione agricola rivolge ora il proprio appello agli eurodeputati e agli Stati membri che parteciperanno ai prossimi negoziati del Trilogo, passaggio decisivo per arrivare al testo finale della revisione del CBAM.

L’obiettivo indicato da Confagricoltura Fvg è ottenere misure più efficaci per evitare che la tassa ambientale alle frontiere produca effetti distorsivi sui costi di produzione agricoli. In una regione dove il comparto primario resta un tassello importante dell’economia locale, il tema viene seguito con particolare attenzione.

La linea dell’organizzazione friulana, dunque, resta critica: servono correttivi che proteggano davvero le aziende, senza scaricare nuovi pesi su chi lavora nei campi e, indirettamente, sulle famiglie che acquistano i prodotti della filiera agroalimentare.

Segui Prima Friuli