Ferragosto a Udine, il Pali di Avost riempie il centro: vince Roberta Turco

In piazza Matteotti la quarta edizione della rievocazione popolare: 15 partecipanti, casate storiche e corteo finale fino a via Mercatovecchio.

17 agosto 2026 11:46
Ferragosto a Udine, il Pali di Avost riempie il centro: vince Roberta Turco -
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Nel pomeriggio di Ferragosto il cuore di Udine non è rimasto fermo. In piazza Matteotti la città ha ritrovato uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili con il “Pali di Avost”, rievocazione civica che unisce gioco, memoria storica e partecipazione popolare.

La quarta edizione ha richiamato pubblico attorno alla fontana di Giovanni da Udine, trasformata per l’occasione nel fulcro di una sfida simbolica tra casate del territorio. A contendersi il Palio sono stati 15 partecipanti, ciascuno associato a un cavallo in miniatura e ai colori di una famiglia nobiliare legata alla storia friulana e udinese.

L’iniziativa, nata dal Fogolâr Civic di Udin, ha riportato in scena l’eco degli antichi giochi cittadini con una formula accessibile anche ai più piccoli. Tra dadi artigianali in legno, livree storiche e un percorso che richiamava le vecchie corse equestri udinesi, la manifestazione ha animato il centro in una giornata festiva tutt’altro che vuota.

Il Palio va a Roberta Turco

A conquistare il primo posto è stata Roberta Turco, di Grions del Torre, dama del Gruppo Storico di Borgo Pracchiuso. Il successo è arrivato con la pedina abbinata ai Valentinis, casata cittadina di origine aquileiese.

Alla vincitrice è stato consegnato il drappo vermiglio del Palio con l’aquila di Aquileia, segno distintivo della manifestazione. In coda alla gara, ultimo classificato Ermano Beltrame, marito della stessa Turco, associato alla famiglia Manin: per lui la tradizionale “purcite”, oggi proposta come salvadanaio a forma di maiale.

La classifica e i protagonisti della giornata

Alle spalle della vincitrice si è piazzata Paola Taglialegne, di Latisana e residente a Udine, con la casata Moisesso. Terzo posto per Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF e originario di Pantianicco, in gara con i nobili di Polcenigo.

Quarta Maria Luisa Ranzato, tra le promotrici dei nuovi Palii cittadini, con i colori della famiglia Pavona. Quinta Marina Scagnetti, sesta Albana Plos, settima Renata Capria D’Aronco, ottava Claudia Pascoletti e nona Franca Mattiussi di Basiliano.

Decimo Eduardo Dino Baschera, presidente emerito della Sociedad Friulana di Buenos Aires, con i Savorgnan. A pari merito all’undicesimo posto Alberto Travain con gli Ettorei e Francesco Nicolettis, cittadino statunitense originario di Udine, con i Codroipo. Dodicesima Marisa Celotti, tredicesimo Sergio Copetti.

Tre gruppi di casate per raccontare la storia locale

Gli abbinamenti sono stati definiti alla Galleria Italian Secret di piazza Matteotti, dove alle 18 si sono svolte iscrizioni e sorteggio. Le famiglie rappresentate erano suddivise in tre grandi aree: nobiltà cittadina udinese, castellani friulani e patrizi veneziani.

Il meccanismo della competizione affidava l’avanzamento delle pedine al lancio di dadi in legno realizzati da Sergio Copetti. Una scelta semplice solo in apparenza, che ha dato alla gara un tono insieme popolare e rievocativo, seguito con attenzione da bambini, famiglie, residenti e visitatori presenti in centro.

Omaggio a Lodovico Manin e identità plurale

L’edizione 2026 ha inserito anche un richiamo ai 300 anni dalla nascita di Lodovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia. Nella fontana sono state accostate la bandiera friulana e quella veneziana, con un riferimento al leone di San Marco.

Da qui anche la presenza di costumi trecenteschi dentro una rievocazione che guarda al Settecento: un collegamento voluto con la Udine medievale e con le vicende della famiglia Manin. La manifestazione ha inoltre confermato il suo carattere linguistico composito, alternando italiano, friulano, friulano cittadino e veneto udinese.

Una manifestazione costruita dalla città

Accanto al Fogolâr Civic di Udin hanno collaborato Arengo popolare, Presidenza ARLeF, Presidenza del Consiglio comunale, Club per l’Unesco di Udine e Gruppo Storico di Borgo Pracchiuso, insieme ad altre realtà associative del territorio. Il senso dell’appuntamento resta quello di una festa civica costruita con il contributo diretto dei cittadini.

Tra i presenti anche la presidente del Consiglio comunale Rita Nassimbeni, Renata Capria D’Aronco, Sergio Copetti in rappresentanza del gruppo storico di Pracchiuso e il sindaco di Buttrio Eliano Bassi.

La chiusura è arrivata con il corteo in via Mercatovecchio, meta storica delle antiche competizioni udinesi: un finale coerente con lo spirito del Pali di Avost, che a Ferragosto ha riportato nel centro cittadino un pezzo di memoria condivisa.

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