Feletto Umberto, dai 20 anni di Progettoautismo Fvg l’appello alla Regione: servizi e personale da rafforzare
Al festival Oltre il Confine, i consiglieri Martines, Pozzo e Novelli indicano la Fondazione come modello e chiedono più sostegno al Terzo settore.
A Feletto Umberto il ventesimo anniversario della Fondazione Progettoautismo Fvg diventa anche l’occasione per rilanciare un tema che riguarda molte famiglie friulane: la tenuta dei servizi dedicati alla disabilità e il ruolo delle realtà del Terzo settore nel costruire risposte concrete.
Al Teatro Maurensig, dove si è aperto il festival Oltre il Confine, i consiglieri regionali Francesco Martines, Massimiliano Pozzo e Roberto Novelli hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di continuare a investire in strutture, operatori e progetti capaci di accompagnare le persone nei percorsi di assistenza, inclusione e autonomia.
Un anniversario che parla al territorio
Nel loro intervento congiunto, i tre consiglieri hanno indicato nella Fondazione un punto di riferimento maturato in due decenni di attività. Il lavoro sviluppato da Progettoautismo Fvg, hanno sottolineato, mostra come dai bisogni delle persone possano nascere iniziative stabili, costruite accanto alle famiglie e ai servizi socio-sanitari.
Per il Friuli, dove il rapporto tra rete associativa e comunità locale ha spesso un peso decisivo, l’esperienza della Fondazione viene letta come un esempio di collaborazione concreta tra soggetti diversi: famiglie, istituzioni, associazioni e sistema sanitario.
La richiesta: continuità negli investimenti
Martines, Pozzo e Novelli hanno ricordato che la Regione sta già destinando risorse ai temi della disabilità, della fragilità e dell’abitare inclusivo. Tra i progetti citati c’è anche il Villaggio di cohousing Enzo Cainero, richiamato come esperienza significativa nel campo del sostegno alle persone più vulnerabili.
Secondo i consiglieri, però, il quadro dei bisogni è in crescita e impone un passo ulteriore. Il nodo non riguarda soltanto gli spazi e le strutture, ma anche la disponibilità di personale e la possibilità per i servizi di consolidarsi nel tempo senza perdere qualità.
Il Terzo settore come leva per l’inclusione
Nel passaggio centrale della loro presa di posizione, i tre esponenti regionali hanno ribadito che le organizzazioni del Terzo settore restano un alleato essenziale per le istituzioni, proprio perché riescono a intercettare i bisogni in modo diretto e a costruire risposte calibrate sulle persone.
Da qui la richiesta di metterle nelle condizioni di ampliare le attività e dare continuità ai percorsi già avviati. L’obiettivo indicato è quello di trasformare il sostegno pubblico in un rafforzamento reale dei servizi, con ricadute immediate per le famiglie e per chi vive ogni giorno la disabilità.
Il messaggio uscito dall’appuntamento di Feletto Umberto è quindi doppio: riconoscere il valore di un’esperienza nata in Friuli e, allo stesso tempo, evitare che il peso crescente dei bisogni ricada soltanto sulle reti familiari. Per i consiglieri, investire in queste realtà significa rendere più esigibili i diritti e costruire comunità locali più inclusive.