Ex Wärtsilä, la Regione mette una scadenza al rilancio: tutti al lavoro a Bagnoli entro l’estate 2027
Prorogata di un anno la cassa integrazione per accompagnare la riconversione del sito. Il 5 agosto atteso un nuovo passaggio al tavolo ministeriale.
La data che ora fa da riferimento per il futuro del sito di Bagnoli della Rosandra è quella del 31 luglio 2027. Entro allora, secondo l’impostazione ribadita dalla Regione, dovrà essere completato il rientro dei lavoratori ex Wärtsilä e lo stabilimento dovrà funzionare a pieno regime nel nuovo assetto industriale.
È questo il punto più netto emerso dal confronto che ha riunito Innoway, Msc, sindacati, Confindustria e gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini. Nel frattempo, per coprire il periodo di passaggio, è stata confermata la necessità di prolungare la cassa integrazione straordinaria per un altro anno.
Per il Friuli Venezia Giulia il dossier resta tra i più delicati sul fronte industriale: non riguarda soltanto la tutela occupazionale, ma anche la capacità di dare continuità produttiva a un’area strategica del territorio triestino.
La proroga come ponte verso il nuovo assetto
L’ammortizzatore sociale accompagnerà i lavoratori da agosto 2026 per altri dodici mesi. La misura, nelle valutazioni della Regione, serve a sostenere la fase in cui il piano di riconversione deve tradursi in attività concrete, con il progressivo ritorno del personale ancora fuori dal ciclo produttivo.
La proroga viene letta quindi come uno strumento di protezione, ma anche come un passaggio che impone verifiche puntuali. Gli obiettivi richiamati sono tre: consolidare il nuovo impianto, portare avanti il piano industriale e completare il riassorbimento occupazionale.
Per questo la richiesta politica e istituzionale rivolta all’azienda è chiara: il tempo della transizione deve avere tappe definite e risultati misurabili.
Cronoprogramma, investimenti e rientro del personale
Nel corso dell’incontro, Rosolen e Bini hanno insistito sulla necessità di avere un quadro preciso dei prossimi dodici mesi. La Regione chiede che sviluppo produttivo, investimenti e rientro dei dipendenti procedano insieme, senza scostamenti tra quanto previsto sulla carta e quanto accadrà nello stabilimento.
Secondo quanto riferito dagli assessori, il percorso avviato per la reindustrializzazione del sito sta rispettando gli impegni dell’accordo di programma. Ora però il nodo si sposta sull’attuazione concreta: servono tempi certi e una scansione chiara delle fasi operative.
Nel confronto è riemersa anche la questione del raccordo ferroviario, considerato un tassello importante nel ridisegno dell’area industriale. L’obiettivo condiviso è sbloccare i passaggi burocratici che ancora rallentano l’avanzamento del progetto.
Il tavolo del 5 agosto sarà il passaggio decisivo
Un nuovo momento di verifica è già fissato: il 5 agosto, al tavolo ministeriale, l’azienda dovrà presentare un aggiornamento più dettagliato sugli interventi previsti a Bagnoli della Rosandra. In quella sede sono attese indicazioni sulle risorse da impiegare, sulle tempistiche di attivazione delle diverse linee e sui tempi del rientro dei lavoratori.
Per la Regione sarà l’occasione per misurare la tenuta complessiva del progetto. Il punto centrale resta infatti lo stesso: trasformare la fase di tutela in un ritorno effettivo all’occupazione piena, senza lasciare in sospeso chi oggi non è ancora rientrato.
Le ricadute attese per il territorio triestino
Tra gli indirizzi illustrati dall’impresa c’è anche il rafforzamento della produzione interna dei componenti destinati ai carri ferroviari, insieme alle attività di manutenzione e allo sviluppo della catena di fornitura locale. Un’impostazione che, nelle intenzioni, dovrebbe coinvolgere anche il tessuto produttivo del Triveneto.
Per Trieste e per l’intero Friuli Venezia Giulia la partita non riguarda quindi solo il destino degli ex dipendenti Wärtsilä, ma anche la possibilità di consolidare una presenza manifatturiera con effetti sull’indotto e sulla capacità industriale dell’area.
Il confronto tra istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori resta aperto. La scadenza indicata dalla Regione è ormai fissata: entro l’estate del 2027 il sito di Bagnoli dovrà aver completato il proprio rilancio, con il pieno riassorbimento occupazionale come banco di prova principale.