Ex ospedale di Gorizia, il caso delle polveri arriva in Aula: chiesti controlli su cantiere e area di confine

Dopo le segnalazioni del 10 agosto, Laura Fasiolo sollecita la Regione su verifiche ambientali, informazione ai residenti e rapporti con la Slovenia.

14 agosto 2026 17:31
Ex ospedale di Gorizia, il caso delle polveri arriva in Aula: chiesti controlli su cantiere e area di confine -
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La nube di polveri segnalata durante l’abbattimento dell’ex ospedale civile di Gorizia riporta al centro il tema dei controlli ambientali in un’area sensibile della città. La questione è approdata in Consiglio regionale con un’interrogazione presentata dalla consigliera del Partito democratico Laura Fasiolo, che chiede alla Giunta risposte precise sulle verifiche svolte e sulle eventuali ricadute per chi vive o frequenta la zona.

Il riferimento è ai lavori nel complesso di Croce di Lorena, destinato a essere sostituito dal nuovo campus scolastico dell’Ente di decentramento regionale. Secondo quanto richiamato nell’atto ispettivo, il 10 agosto 2026 durante le demolizioni si sarebbe sollevata una quantità significativa di polvere, segnalata anche nelle aree circostanti e, secondo quanto riportato, fino al vicino territorio sloveno.

Le domande rivolte alla Regione

Nel documento depositato a Trieste, Fasiolo punta l’attenzione soprattutto su un punto: quali controlli abbiano effettuato Arpa Fvg e Asugi prima dell’avvio delle opere e nel corso delle demolizioni. La richiesta riguarda in particolare la possibile diffusione nell’aria di amianto o di altre fibre considerate potenzialmente pericolose.

La consigliera richiama anche precedenti sollecitazioni sullo stato dei materiali presenti negli edifici dell’ex ospedale. In passato, ricorda, era stato spiegato che venivano seguite le condizioni di conservazione, ma senza campagne di monitoraggio delle fibre disperse nell’aria, perché in quella fase non erano in atto lavorazioni ritenute tali da provocarne la diffusione.

Un’area urbana delicata per posizione e funzioni

Il nodo, per Gorizia, non riguarda solo il cantiere in sé ma anche il contesto in cui si trova. L’area dell’ex ospedale è infatti vicina ad abitazioni e a strutture sociosanitarie, in una porzione di territorio dove il confine è parte della vita quotidiana. Da qui la richiesta di chiarire se i cittadini siano stati informati in modo adeguato su eventuali rischi e sulle precauzioni da adottare durante le varie fasi dei lavori.

Proprio la dimensione transfrontaliera viene indicata come un altro aspetto da affrontare. Nell’interrogazione si domanda infatti se la Regione intenda muoversi insieme alle autorità slovene per verifiche coordinate sull’area eventualmente interessata dalla dispersione delle polveri.

Il progetto previsto al posto del vecchio complesso

La demolizione dell’ex ospedale rientra nel percorso che porterà alla realizzazione del nuovo campus scolastico. Si tratta di un intervento importante per il futuro dell’area, ma che, proprio per la storia del sito e per la presenza già segnalata in passato di materiali contenenti amianto, richiede particolare attenzione nelle operazioni di bonifica e abbattimento.

Il passaggio politico aperto in Regione mira quindi a fare chiarezza su tre fronti: i monitoraggi ambientali eseguiti da Arpa Fvg e Asugi, le informazioni fornite alla popolazione che vive nelle vicinanze e l’eventuale attivazione di un coordinamento con la Slovenia per controlli condivisi.

Per la città, il tema va oltre il dibattito istituzionale: riguarda la gestione di un cantiere strategico collocato in un punto sensibile del tessuto urbano. Le risposte attese dalla Giunta serviranno a definire se le procedure adottate siano state ritenute sufficienti e quali ulteriori verifiche potranno essere messe in campo nelle prossime fasi dei lavori.

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