Esame di Stato, da Trieste l’indagine su un gruppo social con migliaia di iscritti: denunciata una 22enne

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Trieste ha portato all’oscuramento di una chat dedicata alla Maturità 2026 con materiali condivisi online.

07 luglio 2026 11:31
Esame di Stato, da Trieste l’indagine su un gruppo social con migliaia di iscritti: denunciata una 22enne -
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Parte da Trieste uno degli accertamenti più delicati legati alla Maturità 2026: la diffusione sul web di contenuti presentati come utili ad affrontare le prove scritte. L’indagine, coordinata dalla Procura giuliana, ha portato alla perquisizione di una 22enne residente nel Messinese e al successivo deferimento in stato di libertà.

Al centro della vicenda c’è un gruppo social individuato durante i controlli online svolti nei giorni degli esami. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nello spazio digitale venivano raccolti e messi in circolazione elaborati, tracce, soluzioni e altro materiale rivolto agli studenti impegnati nell’Esame di Stato.

Per il Friuli Venezia Giulia il caso assume un rilievo particolare perché l’attività investigativa è stata sviluppata dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della regione, impegnato a monitorare la rete proprio nel periodo più sensibile per il mondo della scuola.

Il canale scoperto a ridosso delle prove

Gli approfondimenti sono scattati due giorni prima dell’avvio degli scritti, quando è emerso un gruppo denominato “Maturità 2026”. Gli iscritti, secondo gli elementi raccolti, erano circa 2.750.

La chat risultava strutturata in argomenti distinti, anche in base agli indirizzi scolastici. In quelle sezioni sarebbero stati condivisi contenuti considerati utili per affrontare gli esami, con una circolazione di materiali che ha spinto gli investigatori ad approfondire la gestione del gruppo.

Il filo dell’indagine seguito da Trieste

Dall’analisi delle evidenze digitali gli operatori sono arrivati a un profilo collegato a un’utenza telefonica formalmente intestata a un giovane della provincia di Messina. Su questi elementi la Procura della Repubblica di Trieste ha disposto una perquisizione.

L’attività è stata eseguita dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Friuli Venezia Giulia insieme alla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Messina, competente per territorio. Durante l’intervento, secondo quanto riferito, numerosi utenti stavano ancora inserendo nel gruppo le risposte della seconda prova relative a diversi percorsi di studio.

Gruppo bloccato e contestazione di reato

Gli accertamenti hanno portato anche all’inibizione del gruppo, così da impedirne l’ulteriore utilizzo da parte degli utenti presenti nella chat. I materiali, stando alla ricostruzione investigativa, sarebbero stati organizzati dall’amministratrice in aree tematiche dedicate.

La 22enne è stata denunciata per la presunta violazione dell’articolo 2, comma 2, della legge 19 aprile 1925 n. 475, norma che riguarda le condotte illecite connesse a esami e concorsi.

La fase dell’inchiesta resta preliminare

Il procedimento è nelle indagini preliminari e gli elementi raccolti hanno al momento natura provvisoria. Le contestazioni dovranno quindi essere valutate nelle sedi competenti.

Resta inoltre fermo il principio di presunzione di innocenza: la persona coinvolta non può essere considerata responsabile fino a un eventuale accertamento definitivo. Per il territorio friulano il caso conferma quanto il controllo degli spazi digitali sia diventato centrale anche nella tutela della regolarità degli esami scolastici.

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