Friuli Venezia Giulia sempre più caldo: il 2025 entra tra gli anni più estremi degli ultimi 125
Il nuovo report sul clima regionale presentato a Trieste segnala temperature ai vertici storici, mare più caldo e criticità crescenti per coste e lagune.
Il quadro che emerge dagli ultimi dati climatici regionali è netto: il Friuli Venezia Giulia ha archiviato un 2025 tra i più caldi da quando esistono le serie storiche. A dirlo è il rapporto “Segnali dal clima in Fvg 2026”, illustrato a Trieste insieme al nuovo numero della rivista “Terra rara”, con un’attenzione particolare agli effetti su mare, litorali e lagune.
Per una regione che tiene insieme montagne, pianura, zone umide e costa, il tema non riguarda soltanto le temperature. I risultati raccolti dagli enti scientifici del Gruppo clima Fvg offrono infatti una lettura utile anche per capire come stanno cambiando gli equilibri ambientali e quali scelte potranno servire nei prossimi anni.
Un anno ai vertici della serie storica
Secondo il report coordinato da Arpa Fvg, il 2025 si colloca al terzo posto tra gli anni più caldi registrati in Friuli Venezia Giulia nell’arco di 125 anni. Un dato che conferma una tendenza ormai sempre più evidente anche su scala locale.
Le precipitazioni, considerate nel totale annuo, non si sono discostate molto dai valori medi. A cambiare è stata però la loro distribuzione nel tempo, con alternanze marcate che hanno contribuito a rendere più fragili alcuni territori e a favorire episodi intensi, come quelli segnalati nell’area del bacino dello Judrio.
Mare e costa sotto osservazione
Una parte centrale del lavoro riguarda il sistema costiero regionale. Il livello medio del mare nel 2025 è risultato tra i più elevati mai osservati, mentre nel Golfo di Trieste la temperatura media annua del mare ha raggiunto il secondo valore più alto della serie storica disponibile.
Si tratta di indicatori che hanno un peso concreto per il Friuli Venezia Giulia, dove turismo, attività economiche, biodiversità e difesa del territorio si intrecciano in modo diretto con la salute del mare e delle lagune. Per questo il focus su queste aree viene considerato strategico anche nella programmazione futura.
Le pubblicazioni presentate a Trieste
Accanto al rapporto annuale è stato presentato anche il secondo numero di “Terra rara”, rivista trimestrale dedicata in questa uscita ai temi dell’estate. Il numero affronta aspetti diversi, dalla meteorologia stagionale alla protezione dell’ambiente marino, fino ai percorsi di educazione ambientale.
Tra i contenuti richiamati durante l’incontro ci sono gli approfondimenti sull’evoluzione della grandine in regione, gli indicatori legati all’ozono e al bilancio idrico, oltre a contributi sull’ecosistema del mare con attenzione anche alle forme di inquinamento meno visibili e al rumore subacqueo prodotto dalle attività umane.
Gli interventi possibili lungo il litorale
Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il tema delle misure di adattamento. Tra gli esempi indicati figurano il progetto che riguarda il litorale di Barcola e gli interventi per il ripristino delle dune costiere a Grado e Lignano, citati come soluzioni che puntano a rafforzare la protezione naturale della costa.
Restano inoltre al centro dell’attenzione gli scenari di allagamento che interessano zone delicate del territorio regionale, in particolare Grado e Aquileia. Sono contesti sui quali si concentrano studi e valutazioni per impostare risposte efficaci davanti agli effetti del cambiamento climatico.
La strategia regionale e il lavoro degli enti scientifici
Durante l’incontro, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro ha collegato questi strumenti informativi al percorso che la Regione sta portando avanti per definire la Strategia e il Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
Le due pubblicazioni sono state coordinate da Arpa Fvg con il contributo di Cnr, Ogs, Ictp, Università di Trieste e Università di Udine. L’obiettivo dichiarato è trasformare osservazioni e dati in strumenti comprensibili e utili non solo per le istituzioni, ma anche per cittadini e comunità locali, chiamati sempre più spesso a misurarsi con effetti concreti del clima che cambia.
Nel messaggio politico emerso a Trieste, tutela ambientale e sviluppo vengono indicati come obiettivi da tenere insieme. Per il Friuli Venezia Giulia, regione esposta su più fronti, dalla fascia costiera alle aree interne, la sfida passa proprio dalla capacità di leggere per tempo questi segnali e tradurli in scelte operative.