Electrolux Porcia, intesa sul piano industriale: meno uscite previste e 100 milioni per gli stabilimenti

Rosaria Capozzi valuta positivamente l’accordo su Electrolux, ma chiede di seguire passo dopo passo occupazione, investimenti e tenuta produttiva a Porcia.

05 novembre 2026 00:15
Electrolux Porcia, intesa sul piano industriale: meno uscite previste e 100 milioni per gli stabilimenti -
Condividi

Per il sito produttivo di Porcia il nuovo accordo su Electrolux viene letto come un segnale incoraggiante, ma in Friuli resta aperto il tema più delicato: trasformare gli impegni annunciati in risultati concreti per lavoratori e territorio.

A intervenire è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che commenta con favore l’intesa raggiunta sul piano industriale del gruppo. Il giudizio, però, è accompagnato da una richiesta precisa: mantenere alta l’attenzione sui prossimi passaggi, sia sul versante dell’occupazione sia su quello degli investimenti annunciati.

Il nodo Porcia resta centrale per il Friuli

Nel suo intervento, Capozzi sottolinea che l’esito della trattativa ha un peso diretto anche per il Friuli occidentale, dove lo stabilimento di Porcia continua a rappresentare un punto di riferimento industriale e sociale. Per questo, secondo la consigliera, l’intesa non può essere archiviata come un traguardo definitivo.

La linea indicata è quella della vigilanza: verificare che l’azienda dia seguito a quanto previsto, preservando la continuità produttiva e rispettando gli impegni presi nei confronti dei dipendenti e dell’area in cui opera.

I numeri dell’accordo

Tra gli aspetti messi in evidenza dalla consigliera regionale ci sono soprattutto due dati. Il primo riguarda la riduzione degli esuberi previsti, passati da 1.700 a 918. Il secondo è l’aumento delle risorse programmate, con investimenti indicati in 100 milioni di euro.

Capozzi rimarca inoltre che le uscite previste dovrebbero avvenire su base volontaria e con incentivi. Un elemento che, nel quadro complessivo, viene considerato un passo avanti rispetto alle ipotesi iniziali emerse durante il confronto sul futuro del gruppo.

Il peso della mobilitazione

Nella lettura politica della vicenda, la consigliera attribuisce questo risultato alla tenacia mostrata in questi mesi da lavoratrici e lavoratori, insieme all’azione portata avanti dalle organizzazioni sindacali. La pressione esercitata durante il confronto, osserva, avrebbe contribuito a spostare in modo significativo il baricentro della trattativa.

Per Capozzi, il percorso conferma che la mobilitazione può incidere quando resta costante e orientata alla difesa dell’occupazione. Il riferimento è in particolare al futuro dello stabilimento di Porcia, più volte al centro del dibattito regionale.

Dietro i numeri ci sono famiglie e prospettive

Nella sua presa di posizione, la consigliera invita anche a non fermarsi ai dati complessivi. Ogni riduzione di organico, osserva, ha ricadute che vanno oltre il piano industriale e toccano direttamente la vita delle persone coinvolte.

Da qui la richiesta di non considerare la partita chiusa. Anche con un accordo giudicato positivo, resta essenziale seguire l’attuazione delle misure annunciate e capire come queste si tradurranno, nei prossimi mesi, per il lavoro a Porcia e per l’economia del territorio friulano.

Segui Prima Friuli