Editoria indipendente in Friuli Venezia Giulia, in Consiglio arriva un piano da 3,75 milioni

La proposta punta a sostenere in tre anni le piccole e medie realtà regionali: festival, traduzioni, innovazione digitale e un tavolo stabile con la Regione

09 giugno 2026 22:20
Editoria indipendente in Friuli Venezia Giulia, in Consiglio arriva un piano da 3,75 milioni -
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Non solo sostegni economici, ma anche un tentativo di dare continuità a un comparto che in Friuli Venezia Giulia tiene insieme cultura, territorio e lavoro. In Consiglio regionale è stata presentata una proposta di legge che mette sul tavolo 3 milioni e 750 mila euro in tre anni per le piccole e medie case editrici indipendenti con sede in regione.

Il provvedimento guarda da vicino anche al tessuto culturale friulano, perché lega gli aiuti alla diffusione dei libri prodotti in Fvg, alla presenza nei grandi appuntamenti del settore e alla capacità di raccontare il patrimonio locale dentro e fuori i confini regionali.

Che cosa prevede il testo

La proposta, intitolata “Misure di sostegno alle piccole e medie case editrici indipendenti regionali”, è stata illustrata dai consiglieri Manuela Celotti e Marko Pisani insieme ad altri esponenti dell’opposizione e ad alcuni rappresentanti del settore editoriale.

Tra le misure previste ci sono contributi per partecipare a saloni e fiere del libro, per organizzare festival letterari anche in chiave transfrontaliera e per sostenere la circolazione delle pubblicazioni regionali in Italia e all’estero. L’impianto della norma punta quindi a rafforzare la visibilità delle case editrici indipendenti e della loro produzione.

Un capitolo specifico è dedicato alle traduzioni. Il testo contempla infatti aiuti sia per le edizioni in lingue straniere sia per quelle nelle lingue minoritarie presenti in Friuli Venezia Giulia, un elemento che i promotori collegano direttamente alle caratteristiche peculiari della regione.

Filiera locale e nuove forme di produzione

La proposta non si ferma alla promozione dei titoli. Prevede anche risorse per l’aggiornamento del settore, con interventi rivolti all’innovazione dei processi produttivi, alla formazione del personale e allo sviluppo di audiolibri ed e-book, ambiti ormai centrali per la tenuta del mercato editoriale.

Nel disegno dei firmatari c’è inoltre l’idea di premiare chi lavora il più possibile all’interno della filiera regionale del libro. L’obiettivo dichiarato è favorire una produzione radicata sul territorio, valorizzando competenze professionali già presenti in Friuli Venezia Giulia e creando possibili ricadute anche sul piano economico e occupazionale.

Fvg, proposta di legge per le case editrici indipendenti: 3,75 milioni in tre anni

Un confronto stabile con la Regione

Tra gli strumenti inseriti nella proposta compare anche un tavolo regionale dell’editoria. Nelle intenzioni dei promotori dovrebbe diventare il luogo in cui rendere continuativo il confronto tra istituzioni e case editrici indipendenti, mettendo in rete anche Comuni, scuole e associazioni che già collaborano sul fronte culturale.

Secondo i consiglieri che hanno presentato il testo, riconoscere con una legge queste realtà significa attribuire loro un ruolo che va oltre la semplice produzione libraria. Le case editrici indipendenti vengono indicate come presìdi culturali capaci di incidere sulla promozione della lettura, sulla valorizzazione del patrimonio regionale e sull’immagine del Friuli Venezia Giulia anche fuori dal territorio.

I firmatari e il quadro politico

A sottoscrivere la proposta sono Manuela Celotti e Marko Pisani insieme a Diego Moretti, Nicola Conficoni, Laura Fasiolo, Rosaria Capozzi, Furio Honsell e Serena Pellegrino. La presentazione è avvenuta alla presenza di rappresentanti di alcune case editrici del Fvg.

I promotori hanno ricordato che in altre regioni italiane esistono già interventi specifici per questo comparto. In Friuli Venezia Giulia il tema si inserisce in una discussione più ampia sul ruolo delle politiche territoriali e sugli strumenti con cui la Regione sceglie di accompagnare i settori culturali legati alla propria identità.

Per il Friuli, dove lingua, memoria locale e produzione culturale restano elementi fortemente intrecciati, la partita dell’editoria indipendente riguarda quindi non soltanto i bilanci delle imprese, ma anche la possibilità di mantenere viva una voce editoriale radicata nelle comunità del territorio.

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