Via Farneto, il caso arriva in Regione: dubbi sul destino della sede Asugi di Trieste

Dopo il cedimento avvenuto il 9 settembre, un’interrogazione chiede tempi e scelte chiare su edificio, personale e servizi trasferiti.

16 settembre 2026 18:33
Via Farneto, il caso arriva in Regione: dubbi sul destino della sede Asugi di Trieste -
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Il problema non riguarda soltanto un edificio danneggiato, ma anche l’assetto di alcuni servizi sanitari e amministrativi utilizzati ogni giorno a Trieste. Dopo quanto accaduto nella sede Asugi di via Farneto, il tema è approdato in Consiglio regionale con una richiesta di chiarimento sul futuro della struttura.

A portare la questione all’attenzione della Giunta è il consigliere regionale Francesco Russo, del Partito democratico, che ha depositato un’interrogazione per sapere quali decisioni si intendano assumere sia nell’immediato sia in prospettiva. Al centro ci sono le conseguenze del distacco di intonaco e del cedimento di una porzione del soffitto registrati il 9 settembre.

Servizi spostati e organizzazione da ridefinire

Nella sede triestina interessata dall’incidente trovano spazio attività considerate importanti per l’utenza cittadina. Per questo, accanto alle verifiche tecniche sull’immobile, si pone il tema della continuità operativa e dell’accessibilità per chi deve rivolgersi agli uffici.

Asugi ha già riorganizzato alcuni settori: tra questi il 116117, le emergenze territoriali e la Medicina legale. Rientrano in quest’ultima area anche pratiche molto richieste come i rinnovi delle patenti e i percorsi legati all’invalidità civile. Una parte del personale è stata indirizzata verso il lavoro da remoto, mentre per le attività non compatibili con questa modalità si stanno valutando altre collocazioni.

Le domande rivolte alla Giunta

Nell’atto presentato in Regione, Russo chiede di conoscere quale linea verrà adottata per via Farneto e se esista o meno l’ipotesi di lasciare in modo definitivo lo stabile. Il punto, nella lettura del consigliere, non si esaurisce nelle condizioni materiali dell’edificio, ma investe anche la gestione dei lavoratori e la presenza dei servizi sul territorio.

Secondo l’esponente dem, la priorità resta naturalmente la tutela di dipendenti e utenti. Allo stesso tempo, però, ritiene necessario evitare che una fase emergenziale si trasformi senza confronto in una riorganizzazione permanente, con effetti sulla distribuzione del personale e sulla fruibilità delle prestazioni per i cittadini.

Il nodo politico sul futuro dello stabile

La questione sollevata riguarda anche le indiscrezioni su un possibile addio alla sede di via Farneto. Proprio su questo aspetto viene chiesta una risposta esplicita, insieme a indicazioni sui passaggi che Regione e Asugi intendono compiere nelle prossime settimane.

Per Trieste, osserva Russo, quella sede rappresenta un riferimento per funzioni sanitarie e medico-legali che richiedono continuità e una collocazione facilmente raggiungibile. Da qui la richiesta di una scelta chiara, capace di tenere insieme sicurezza, organizzazione del lavoro e vicinanza dei servizi all’utenza.

In attesa dell’esito delle verifiche tecniche, il confronto si sposta dunque anche sul piano politico. Il tema, per il territorio triestino, non è solo capire quando e come riprenderanno le attività, ma anche quale sarà la collocazione futura di un presidio ritenuto strategico.

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