Due tappe friulane per “Mustang”: Kasia Smutniak incontra il pubblico a Udine e Pordenone

Il film documentario premiato a Roma sarà presentato dalla regista sabato 14 novembre al Visionario e a Cinemazero, in una giornata tutta friulana.

04 novembre 2026 14:17
Due tappe friulane per “Mustang”: Kasia Smutniak incontra il pubblico a Udine e Pordenone -
Condividi

Il Friuli Venezia Giulia ospita una doppia occasione per vedere da vicino uno dei documentari italiani più discussi di queste settimane. Sabato 14 novembre Kasia Smutniak sarà infatti in regione per accompagnare “Mustang”, il lavoro appena premiato dal pubblico alla Festa del Cinema di Roma.

La regista saluterà gli spettatori in due sale simbolo del circuito culturale friulano: al Visionario di Udine dopo lo spettacolo delle 19 e a Cinemazero di Pordenone al termine della proiezione delle 21. Un passaggio regionale che porta sul territorio un film costruito tra memoria personale, viaggio e impegno concreto.

Una giornata tra Udine e Pordenone

La presenza di Smutniak nelle due città aggiunge un peso particolare all’appuntamento, perché trasforma la proiezione in un incontro diretto con il pubblico. Non solo la visione del documentario, dunque, ma anche la possibilità di ascoltare dalla sua voce il percorso che ha portato alla nascita del film.

“Mustang” arriva in Friuli Venezia Giulia dopo il riconoscimento ottenuto alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, dove ha conquistato il Premio del Pubblico Terna. Un risultato che ha acceso l’attenzione attorno a un’opera dal tono intimo ma capace di allargarsi a una dimensione collettiva.

Il cuore del documentario

Al centro del racconto c’è un legame che parte da lontano. Nel 2003 Kasia Smutniak e Pietro Taricone, da poco insieme, raggiungono il Mustang, area himalayana del Nepal vicina al Tibet, portando con sé uno zaino e una piccola videocamera. Quel viaggio lascia un segno profondo e si accompagna a una promessa: tornare un giorno per fare qualcosa in difesa di quella cultura.

Gli eventi della vita cambiano però il corso di quel progetto condiviso. Anni dopo sarà la figlia Sophie a riaprire quel filo, ritrovando le immagini girate allora e quelle dei successivi ritorni della madre insieme a lei quand’era bambina. Da lì prende forma una storia che unisce ricordo, assenza e continuità tra generazioni.

L’incontro con Kunzom diventa poi il passaggio decisivo: da quella relazione nasce la realizzazione di una scuola, pensata per consentire ai bambini della zona di continuare gli studi senza doversi allontanare dalle famiglie. È questo uno dei nuclei più forti del film, dove il racconto personale si traduce in un gesto concreto.

Locandina: Kasia Smutniak presenta Mustang a Udine e Pordenone sabato 14 novembre
Locandina: Kasia Smutniak presenta Mustang a Udine e Pordenone sabato 14 novembre

Le parole della regista e la scelta sul ricavato

Smuntiak ha spiegato di aver affrontato questo progetto in una fase complicata della propria vita, quando trovare un senso nelle cose appariva più difficile. Presentando il documentario, ha raccontato di non essere riuscita a preparare un discorso tradizionale, travolta ogni volta dall’emozione legata a questa storia.

Per la regista il cinema mantiene una funzione essenziale proprio nei momenti di fragilità: non solo intrattenere o far riflettere, ma offrire emozioni e punti d’appoggio a chi guarda. In questa prospettiva si inserisce anche la scelta di raccontarsi, non per mettere al centro la propria vicenda, ma per farne emergere una possibilità di speranza.

Alla presentazione del film, Smutniak ha inoltre annunciato che i proventi di “Mustang” saranno destinati alla comunità coinvolta nel progetto. Un elemento che rende ancora più netto il legame tra l’opera cinematografica e la realtà da cui prende origine, e che dà alle due date friulane un significato che va oltre la semplice programmazione in sala.

Segui Prima Friuli