Donatori in crescita nel Pordenonese, Afds punta sugli under 30: quasi 11mila sacche raccolte
Dal congresso provinciale di San Quirino emerge un’associazione che allarga la base dei donatori e affida più responsabilità alle nuove generazioni.
Non solo numeri in aumento, ma anche un segnale preciso sul futuro dell’associazione. Dal congresso provinciale di Afds Pordenone, ospitato a San Quirino, arriva l’immagine di una realtà che nel 2025 ha rafforzato la raccolta di sangue e allo stesso tempo ha iniziato a rinnovare i propri gruppi dirigenti, aprendo spazio ai più giovani.
Il bilancio illustrato durante l’assemblea parla di quasi 11mila unità raccolte nell’arco dell’anno e di circa 900 nuovi iscritti tra i donatori. Un dato che, per dimensioni, conferma il peso della rete provinciale nel sistema delle donazioni del Friuli occidentale.
L’incontro si è svolto al Centro di catalogazione dei Magredi “Poldini” e per la sezione di San Quirino ha avuto anche un valore particolare: il gruppo locale ha infatti celebrato i 55 anni dalla fondazione, dentro una giornata che ha unito riflessione associativa, riconoscimenti e passaggio di consegne.
Il congresso mette al centro le nuove generazioni
Il filo conduttore scelto per questa edizione è stato il coinvolgimento dei giovani, presentato non come obiettivo lontano ma come processo già avviato. A sottolinearlo è stata Anna Martina, coordinatrice pro tempore del Gruppo Giovani provinciale, con un invito rivolto ai coetanei a partecipare non soltanto come donatori, ma anche nella vita organizzativa dell’associazione.
La direzione intrapresa trova riscontro anche nelle ultime elezioni interne. A giugno sono stati rinnovati il direttivo provinciale e la guida di molte sezioni del territorio: su 39 sezioni, i nuovi presidenti sono stati 30 e tra questi quattro non hanno ancora compiuto 30 anni.
San Quirino come simbolo del ricambio
Tra i casi più rappresentativi c’è proprio quello di San Quirino. La presidenza della sezione è passata a Mattia Toffoli, già coordinatore del Gruppo Giovani provinciale, mentre Laura Perissinotti, figura di riferimento del gruppo locale, ha accompagnato i lavori del congresso ricevendo un mosaico ricordo per i trent’anni trascorsi alla guida della sezione.
Nel suo intervento, Toffoli ha evidenziato il valore di una scelta che affida responsabilità concrete a una guida under 30. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’associazione, serve anche a rinnovare linguaggi e modalità con cui si promuove il dono del sangue tra le fasce più giovani della popolazione.
I dati del 2025 e il richiamo del sistema sanitario
Il presidente provinciale Mauro Verardo ha definito particolarmente positivo l’andamento dell’anno appena chiuso, indicando nella crescita dei nuovi donatori uno degli elementi più significativi. L’ingresso di quasi 900 persone corrisponde infatti a oltre il 10% degli effettivi, un risultato che rafforza la base associativa in una fase in cui il tema del ricambio è considerato decisivo.
Su questo punto si è soffermato anche il dottor Mattia Lachin, coordinatore del Centro Regionale Sangue e direttore della Medicina Trasfusionale di Asfo Pordenone, che ha richiamato la necessità di allargare la platea dei donatori per rispondere all’invecchiamento della popolazione e mantenere stabile il sistema delle raccolte.
Dal fronte istituzionale sono arrivati anche gli interventi della consigliera regionale Lucia Buna, che ha portato il saluto dell’amministrazione regionale e dell’assessore Riccardo Riccardi, e della vicesindaca di San Quirino Patrizia Antonel, che ha ringraziato l’associazione per il lavoro svolto nella comunità locale.
Nel corso del congresso è stato letto inoltre il messaggio del presidente nazionale Fidas Giovanni Musso, attraverso il vicepresidente Fidas Nord-Est Ivo Baita. Anche da quel contributo è emersa l’attenzione per il protagonismo delle nuove generazioni come elemento strategico per il futuro del volontariato del sangue.
Le iniziative sul territorio e i riconoscimenti
San Quirino ha voluto dare al congresso anche una dimensione pubblica e visibile. Tra le iniziative organizzate, una serata musicale rivolta ai giovani e l’illuminazione di Villa Cattaneo per una settimana con il simbolo associativo, in collaborazione con il Comune. Scelte pensate per avvicinare il messaggio della donazione con strumenti più vicini alla comunicazione contemporanea.
La giornata è stata anche occasione per premiare i donatori benemeriti e le sezioni più attive. I donatori che hanno ricevuto un riconoscimento per il numero di donazioni effettuate al 31 dicembre 2025 sono stati 724.
Tra le sezioni, Maron di Brugnera si è distinta sia per il rapporto tra donazioni effettuate e donatori effettivi sia nel concorso “Sezione attiva 2025”. Pordenone ha ottenuto il miglior risultato nel rapporto tra nuovi iscritti dell’anno e donatori effettivi, mentre San Quirino è stata indicata come la realtà più incisiva sul fronte delle attività promozionali.
Altri riconoscimenti sono andati a Tamai, Val Tramontina e Castelnovo del Friuli per i risultati raggiunti in specifici indicatori legati alla periodicità delle donazioni, agli obiettivi attesi e alla presenza di giovani donatori. Alla cerimonia hanno partecipato anche i sindaci dei comuni coinvolti e i rappresentanti di Admo e Avis, associazioni che collaborano stabilmente con Afds Pordenone.
Per il territorio pordenonese, il dato che emerge con più forza è questo: la tenuta del sistema donazioni passa dalla capacità di rinnovarsi, e i risultati presentati a San Quirino mostrano che il percorso è già cominciato.