Un decalogo scritto dagli under 30 entra nelle scuole friulane: da Udine a Gorizia il progetto sull’incertezza

Dal 28 maggio il manifesto “10 idee per tempi incerti” viene distribuito in scuole, università e spazi giovani del Friuli con un percorso nato dal confronto tra ragazzi.

28 maggio 2026 18:34
Un decalogo scritto dagli under 30 entra nelle scuole friulane: da Udine a Gorizia il progetto sull’incertezza -
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Non un messaggio calato dall’alto, ma un testo costruito da chi attraversa ogni giorno dubbi, cambiamenti e trasformazioni del presente. Da oggi, 28 maggio 2026, il manifesto “10 idee per tempi incerti” comincia a circolare nelle scuole di Udine e Gorizia, con l’obiettivo di aprire confronto e riflessione dentro i luoghi della formazione.

L’iniziativa riguarda da vicino il territorio friulano perché mette al centro studenti delle superiori e universitari coinvolti in prima persona nella stesura del decalogo. Il documento nasce infatti all’interno del progetto “Abbracciare l’incertezza – Spunti per interagire con i grandi cambiamenti della nostra epoca”, promosso da ARTESS – Association for Research and Training on Emotional Support Skills.

L’idea di fondo è semplice: offrire a ragazze e ragazzi, ma anche a docenti e comunità educanti, uno strumento utile per leggere un tempo segnato da instabilità, fragilità sociali e nuove domande sul futuro.

Un testo nato dal confronto tra giovani

Il manifesto è il risultato di un percorso partecipato che ha coinvolto under 30 tra scuole superiori e atenei di Udine e Gorizia. Non semplici destinatari di attività educative, ma protagonisti della costruzione dei contenuti.

Da questo lavoro sono emerse dieci proposte pensate come punti di orientamento: indicazioni pratiche, visioni e spunti per affrontare il presente senza rinunciare a creatività, senso critico, relazioni e partecipazione.

Secondo la presidente di ARTESS, Diana Rucli, il progetto parte dalla consapevolezza che la salute sociale sia una dimensione da coltivare con attenzione, soprattutto in una fase storica caratterizzata da cambiamenti continui. Il percorso, impostato su basi scientifiche, ha valorizzato la capacità progettuale dei ragazzi e la loro lettura della realtà contemporanea.

La rete friulana che sostiene l’iniziativa

Il programma è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed è stato sviluppato da ARTESS insieme a una rete di soggetti del territorio: Comune di Udine con il progetto Città Sane, Comune di Gorizia, Università degli Studi di Udine, Liceo Classico Jacopo Stellini e IFOTES.

La distribuzione avviene in coordinamento con l’Ufficio Città Sane del Comune di Udine e, per l’area goriziana, con il Servizio Politiche Giovanili del Comune di Gorizia. Il materiale non sarà destinato solo agli istituti scolastici, ma anche a sedi universitarie, biblioteche e punti giovani.

In questo modo il decalogo prova a uscire dalle sole aule per diventare occasione di dialogo pubblico nei luoghi frequentati quotidianamente dalle nuove generazioni.

Udine punta sul ruolo delle comunità educanti

Dal Comune di Udine arriva una lettura che lega il progetto al tema del benessere collettivo. L’assessore alla Salute ed Equità sociale Carlo Giacomello sottolinea il valore di comunità capaci di ascoltare e accompagnare i più giovani, mettendo a disposizione strumenti concreti.

Anche l’assessore all’Istruzione, Università e Cultura Federico Pirone evidenzia il significato dell’iniziativa: portare il manifesto nelle scuole, osserva, vuol dire investire nella capacità delle comunità di crescere in modo più consapevole, inclusivo e solidale.

Per Udine, dunque, il punto centrale non è soltanto la consegna di un elaborato, ma il riconoscimento del protagonismo di ragazze e ragazzi nella costruzione di percorsi condivisi.

A Gorizia il focus è sugli spazi di ascolto

Sul versante goriziano, il progetto viene letto soprattutto come occasione di partecipazione. L’assessore alle Politiche Giovanili Chiara Gatta definisce il manifesto un’opportunità importante per offrire ai giovani luoghi di confronto e ascolto in una fase storica complessa.

Il tema dell’incertezza, nel contesto di confine e di scambio che caratterizza Gorizia, assume anche un valore civico: aiutare i ragazzi a interpretare il presente significa rafforzarne il ruolo di cittadini consapevoli.

Il decalogo viene così proposto come base per immaginare possibilità nuove e non soltanto come elenco di principi astratti.

Uno strumento per la scuola e non solo

Il manifesto è pensato anche per l’attività didattica. Gli insegnanti potranno utilizzarlo per aprire discussioni su cittadinanza attiva, benessere relazionale, orientamento nel presente e lettura dei cambiamenti sociali.

La forza del progetto sta proprio nel linguaggio vicino ai ragazzi e nel fatto che i contenuti arrivano da esperienze vissute in prima persona. Questo rende il documento più adatto a stimolare domande e confronto rispetto a materiali percepiti come lontani.

La distribuzione capillare punta quindi a trasformare il decalogo in una base di lavoro nelle classi e, più in generale, in un supporto per il dialogo tra generazioni.

Versioni in più lingue e tappe negli eventi culturali

Tra gli aspetti più significativi c’è anche la scelta di rendere il manifesto accessibile in diverse lingue. Oltre all’italiano, sono previste le versioni in inglese, tedesco e sloveno. È annunciata anche un’edizione in friulano grazie al patrocinio di ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana.

La dimensione plurilingue richiama da vicino la realtà del Friuli Venezia Giulia, dove identità e culture diverse convivono da sempre. È un elemento che rafforza il carattere inclusivo dell’iniziativa e ne amplia la possibilità di diffusione.

Il progetto ha già trovato spazio il 10 maggio a Udine durante vicino/lontano e sarà presentato anche a èStoria, con appuntamenti in programma il 28 e 30 maggio a Gorizia. Parallelamente, ARTESS sta curando anche il volume “Abbracciare l’incertezza – Risorse individuali e collettive per affrontare i cambiamenti”, di prossima pubblicazione per Mimesis Edizioni.

Più che offrire risposte definitive, “10 idee per tempi incerti” prova a consegnare ai giovani friulani una mappa di orientamento costruita da loro stessi. Ed è proprio questo il tratto che rende il progetto rilevante per il territorio: mettere la voce delle nuove generazioni al centro di una riflessione pubblica sul presente.

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