Dalla Risiera di San Sabba a Barbiana: il nuovo atlante civile di Alex Corlazzoli passa anche dal Friuli Venezia Giulia

Dal 6 novembre in libreria il volume pubblicato da Ediciclo: quindici luoghi italiani per leggere storia, scuola, antifascismo e memoria pubblica.

03 novembre 2026 14:18
Dalla Risiera di San Sabba a Barbiana: il nuovo atlante civile di Alex Corlazzoli passa anche dal Friuli Venezia Giulia -
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C’è anche Trieste, con la Risiera di San Sabba, nella mappa civile costruita da Alex Corlazzoli nel suo nuovo libro dedicato ai luoghi che hanno inciso nella storia dell’Italia repubblicana. Il volume, in uscita il 6 novembre per Ediciclo, mette insieme quindici tappe sparse lungo la penisola e propone un percorso che intreccia memoria, educazione e cittadinanza.

Per il Friuli Venezia Giulia la presenza della Risiera non è un passaggio secondario. Nel disegno del libro, infatti, quel luogo entra come uno dei punti più forti di una geografia morale che va oltre il semplice itinerario culturale e chiama in causa il rapporto tra passato e presente.

Il titolo è Atlante dei luoghi maestri. Un percorso civico in 15 tappe alle radici dell’Italia repubblicana. L’autore, insegnante e giornalista, sceglie di attraversare spazi simbolici nei quali eventi, persone e oggetti continuano a raccontare cosa siano stati antifascismo, Resistenza, scuola democratica, lotta alla mafia e memoria della Shoah.

Un itinerario nazionale con una tappa chiave a Trieste

Nel tragitto immaginato da Corlazzoli compaiono Omegna, Volpedo, il Museo della Resistenza di Carpasio, la casa natale di Sandro Pertini a Stella, la Casa delle Arti e del Gioco dedicata a Mario Lodi, il Binario 21 di Milano, il Vajont, la Risiera di San Sabba, Casa Cervi, Fossoli, Marzabotto, Barbiana, il “Bunkerino” del Palazzo di Giustizia di Palermo, Ustica e Trappeto.

La tappa triestina si inserisce così in una rete di luoghi che non vengono presentati come semplici mete da visitare, ma come spazi da interrogare. L’idea di fondo è che la storia civile italiana non viva soltanto nei manuali, ma continui a lasciare segni concreti nei territori.

Il libro nasce anche da una distanza che l’autore ha sentito nel tempo: quella tra ciò che si studia e ciò che resta davvero impresso quando si raggiungono i posti in cui certe vicende sono accadute. Da qui prende forma un racconto di viaggio che ha molto a che fare con l’esperienza scolastica e con il modo in cui si costruisce la memoria collettiva.

La memoria affidata ai luoghi e a chi li custodisce

Ogni capitolo si appoggia anche alle voci di persone che quei luoghi li conoscono da vicino. Corlazzoli incontra, tra gli altri, Cosetta Lodi, Marcello Pezzetti, Adriana e Tatiana Bucci, Marco Nicolini dell’Associazione Sandro Pertini e Giovanni Paparcuri, sopravvissuto all’attentato contro Rocco Chinnici e figura legata alla ricostruzione del “Bunkerino” in cui lavorarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Nel libro trovano spazio pure gli oggetti, gli ambienti e i dettagli materiali: una stanza, una fotografia, un albero, un’aula, una sedia. Sono elementi che aiutano a restituire densità umana ai grandi passaggi della storia nazionale e a renderli leggibili anche alle nuove generazioni.

Non è casuale che nel percorso compaiano figure come Mario Lodi, don Lorenzo Milani e Danilo Dolci. L’autore guarda infatti a questi luoghi anche con lo sguardo di un maestro elementare, cercando un legame tra educazione civica, pratica didattica e responsabilità pubblica.

Il libro in uscita il 6 novembre

Pubblicato da Ediciclo Editore, il volume conta 104 pagine e sarà disponibile in libreria da venerdì 6 novembre al prezzo di 14 euro. Corlazzoli lo definisce uno strumento da tenere vicino, utile a scuola come a casa, proprio perché pensato per accompagnare un confronto diretto con i luoghi della democrazia italiana.

Alex Corlazzoli, nato a Crema nel 1975 e residente nel Cremonese, collabora con «il Fatto Quotidiano» e negli anni ha firmato diversi libri dedicati soprattutto al mondo della scuola. In questa nuova pubblicazione unisce il lavoro giornalistico, l’esperienza di insegnante e una riflessione più ampia sulla trasmissione della memoria.

Per il pubblico friulano il richiamo alla Risiera di San Sabba dà al volume un rilievo particolare: la tappa triestina riporta al centro una pagina decisiva del Novecento e conferma come il Friuli Venezia Giulia resti uno dei territori fondamentali per capire la storia civile del Paese.

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