Dal Rossetti prende il via il nuovo capitolo di “Inabili alla morte”: due serate a Trieste
Il 20 e 21 ottobre il teatro triestino ospita “L’alba dopo la fine della Storia”, tappa d’avvio del percorso che proseguirà tra Croazia e Italia.
Trieste apre il cammino di uno spettacolo che guarda al confine orientale e alle fratture europee degli anni Novanta. Il 20 e 21 ottobre, alle 20.30, il Teatro Rossetti accoglie “L’alba dopo la fine della Storia”, lavoro conclusivo del progetto “Inabili alla morte / Nezmožni umreti”.
Per il pubblico del Friuli Venezia Giulia si tratta della prima occasione per vedere in scena l’esito finale di un percorso nato attorno ai temi della memoria, delle frontiere e dei passaggi storici che hanno segnato questa parte d’Europa. Dopo l’avvio a Trieste, la produzione proseguirà il suo itinerario tra Zagabria, Pavia e Genova.
Una tappa regionale al centro di un progetto più ampio
Il lavoro rientra nell’esperienza sviluppata da Mittelfest in relazione a Go!2025, il programma che coinvolge Nova Gorica e Gorizia come Capitale europea della cultura 2025. Alla base c’è una collaborazione che comprende, tra gli altri, SNG Nova Gorica, Rai Radio3, Rai FVG e Radio Slovenija-Program Ars, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
Il progetto ha unito nel tempo linguaggi diversi, dal teatro alla radio fino alla scrittura, e si è costruito proprio intorno a una sensibilità molto vicina al territorio di confine. La nuova messinscena arriva così a Trieste con un valore particolare, perché parla di snodi storici che qui risuonano con forza speciale.
Il racconto degli anni Novanta visto dal palcoscenico
Il testo è firmato da Paolo Di Paolo, mentre la regia è di Giacomo Pedini, che ha ideato l’intero percorso artistico ed è direttore di Mittelfest dal 2021 al 2026. Al centro c’è il momento in cui le promesse nate dopo il 1989 si incrinano: alla speranza di un tempo nuovo si sovrappone il crollo della Jugoslavia, che riporta in primo piano guerra, lacerazioni e illusioni perdute.
La struttura dello spettacolo intreccia letteratura, riflessione storica e live cinema. In scena si muovono sei personaggi sospesi in un tempo instabile: figure disorientate, attraversate da traumi, fughe, menzogne e desiderio di trovare un posto dentro una realtà che cambia troppo in fretta.
Le parole del regista e il senso del progetto
Pedini definisce “L’alba dopo la fine della Storia” un lavoro capace di portare oltre il palcoscenico la materia narrativa, mettendo il presente europeo davanti alle omissioni e alle illusioni che hanno segnato gli ultimi decenni. È una chiave di lettura che tiene insieme Ovest ed Est, esperienza individuale e grandi passaggi collettivi.
Nel racconto compaiono Monika, Franco, Emiliano, il Tenente, Gloria e Viktor: presenze diverse, tutte segnate da una condizione di smarrimento. Il loro percorso scenico diventa così una lente per osservare un’epoca in cui il futuro sembrava già scritto e invece si è rivelato fragile e contraddittorio.
Dopo Trieste il passaggio a Zagabria, Pavia e Genova
Le date successive confermano la vocazione sovranazionale dell’iniziativa. Dopo le due serate triestine, lo spettacolo sarà allo ZKM di Zagabria il 23 ottobre, quindi al Teatro Fraschini di Pavia dal 13 al 15 novembre e infine al Teatro Ivo Chiesa di Genova il 25 e 26 novembre.
Questo percorso rafforza il ruolo del Friuli Venezia Giulia come punto di partenza di una proposta culturale che dialoga con altre città e altri pubblici, mantenendo però nel Nordest uno dei suoi baricentri simbolici e narrativi.
Un progetto tra scena, radio e libro
“Inabili alla morte / Nezmožni umreti” non si esaurisce nello spettacolo teatrale. Il progetto ha infatti generato tre produzioni originali presentate tra Gorizia e Nova Gorica nel 2024 e 2025, i relativi radiodrammi trasmessi da Rai Radio 3 e Radio Slovenija-Program Ars e anche un volume pubblicato da Bottega Errante edizioni, “Inabili alla morte. Tragicommedie di confine”.
Nel cast figurano Valentina Bartolo, Primož Ekart, Roberto Marinelli, Francesco Migliaccio, Alberto Pirazzini e Matilde Vigna. Completano la squadra creativa, tra gli altri, Alice Vanini per le scene, Gianluca Sbicca e Francesca Novati per i costumi, Stefano Bergomas per live cinema e regia video, con musiche di Cristian Carrara eseguite in registrato da FVG Orchestra diretta da Paolo Paroni.
Per Trieste, l’appuntamento al Rossetti rappresenta quindi non solo una data di cartellone, ma anche un passaggio significativo dentro una narrazione culturale che mette al centro il confine, la memoria e le domande ancora aperte del presente europeo.