Mimesis 2026, il Friuli Venezia Giulia si confronta con l’era dell’IA: sei giornate tra Udine e il territorio

Dal 30 ottobre all’8 novembre torna il festival diretto da Luca Taddio: oltre sessanta ospiti, incontri gratuiti e un programma diffuso in più città del Fvg.

A cura di Web Team Web Team
19 ottobre 2026 12:58
Mimesis 2026, il Friuli Venezia Giulia si confronta con l’era dell’IA: sei giornate tra Udine e il territorio -
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L’intelligenza artificiale come questione culturale, politica e perfino umana: sarà questo il filo conduttore della tredicesima edizione del Festival Mimesis, in calendario tra fine ottobre e inizio novembre 2026 con un percorso che parte da Udine e coinvolge diverse località del Friuli Venezia Giulia.

La manifestazione si terrà dal 30 ottobre al 1° novembre e poi ancora dal 6 all’8 novembre, con sei giornate dedicate al tema “Filosofia e trasformazione digitale”. Il cartellone riunisce più di sessanta ospiti provenienti dagli ambiti della filosofia, della scienza, della politica, dell’arte, della letteratura e della musica.

Tra i nomi annunciati figurano Maurizio Ferraris, Silvano Tagliagambe, Vera Gheno, Massimo Donà, Piero Martin, Franco Fabbro, Rocco Ronchi, Claudio Martelli, Yves-Charles Zarka, Marcello Veneziani, Andrea Zhok, Riccardo Manzotti, Giovanni Boniolo, Giovanni Matteucci, Simone Regazzoni, Gian Mario Villalta, Andrea Cortellessa, Gilda Policastro e Nicoletta Cusano.

Festival Mimesis 2026, a Udine e in Fvg sei giornate su filosofia e trasformazione

Un festival diffuso che parte da Udine

Il cuore dell’iniziativa resta Udine, ma il programma si allargherà anche a Gorizia, Monfalcone, Tolmezzo, Cervignano del Friuli e Colloredo di Monte Albano. Per il territorio regionale significa ospitare un calendario ampio, pensato non solo per addetti ai lavori ma anche per studenti, lettori e cittadini interessati ai cambiamenti in corso.

Il festival è diretto da Luca Taddio, con la collaborazione di Damiano Cantone, e continua a puntare su un’impostazione trasversale: far dialogare discipline diverse per leggere il presente. È questa la cifra che negli anni ha caratterizzato Mimesis, con l’obiettivo di tenere insieme riflessione teorica e questioni concrete.

Il digitale al centro del dibattito

Nel programma 2026 l’attenzione si concentra soprattutto sull’impatto dell’IA. Non solo strumenti e applicazioni, ma un mutamento che tocca il modo di pensare, lavorare, informarsi e costruire relazioni. Da qui una serie di incontri costruiti attorno a domande che riguardano da vicino la vita pubblica: che cosa resta dell’autonomia umana, come cambia la democrazia nell’ecosistema delle piattaforme, quale spazio conserva la creatività.

Fra gli appuntamenti annunciati ci sono il confronto su “Il pensiero umano come macchina” con Rocco Ronchi, Nicola Gaiarin, Andrea Colombo e Damiano Cantone; l’incontro sui rischi dei social network con Yves-Charles Zarka e Claudio Martelli; e il dibattito sul ruolo della politica di fronte all’intelligenza artificiale con Andrea Zhok e Gabriele Giacomini. Riccardo Manzotti porterà una riflessione sul significato del pensare nel rapporto tra uomo e sistemi artificiali, mentre la chiusura sarà affidata a Marcello Veneziani e Stefano Bettera, moderati da Luca Taddio, con “La sostituzione dell’umano”.

Non solo IA: scienza, lingua, arte e letteratura

Il festival non si limiterà però alla dimensione tecnologica. Maurizio Ferraris presenterà “Il mondo è tutto ciò che resta. Una metafisica per il XXI secolo”, mentre Piero Martin, in dialogo con Sandro Sozzo, accompagnerà il pubblico dentro i temi della fisica quantistica. Vera Gheno interverrà sul rapporto tra lingua, libertà e potere, e Massimo Donà affronterà il legame tra musica e pensiero filosofico.

Nel programma trovano spazio anche il confronto tra arte e scienza con Giovanni Boniolo e Giovanni Matteucci, oltre a momenti dedicati a poesia, letteratura, filosofia della tecnica, salute mentale e psicoanalisi. Un impianto che conferma l’identità del festival come luogo di incrocio fra saperi diversi.

La mostra inaugurale e il Premio Udine Filosofia

Ad aprire la rassegna sarà la mostra “Arte e percezione nelle opere visive di Alberto Argenton, Gaetano Kanizsa, Manfredo Massironi e nella musica di Paolo Bozzi”, prevista venerdì 30 ottobre allo spazio MAKE di Palazzo Manin, a Udine. L’esposizione si inserisce nel dialogo tra arti visive, percezione e ricerca culturale che accompagna da tempo il festival.

Torna inoltre il Premio Udine Filosofia, giunto all’ottava edizione, che nel 2026 sarà assegnato a Silvano Tagliagambe e Nicoletta Cusano. Accanto agli incontri pubblici sono previsti anche appuntamenti rivolti alle scuole, con percorsi dedicati ai temi della libertà, della filosofia e dell’intelligenza artificiale.

Festival Mimesis 2026, a Udine e in Fvg sei giornate su filosofia e trasformazione

«La trasformazione digitale non riguarda soltanto gli strumenti che utilizziamo: sta cambiando l’ambiente nel quale pensiamo, comunichiamo e costruiamo le nostre relazioni. Il Festival vuole creare uno spazio pubblico nel quale filosofia, scienza, arte, letteratura e politica possano incontrarsi per comprendere il mondo che sta emergendo», afferma il direttore scientifico Luca Taddio.

Gli appuntamenti e l’accesso al pubblico

Il Festival Mimesis è promosso dall’Associazione culturale Territori delle Idee, con il patrocinio del Comune di Udine, della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Università degli Studi di Udine, insieme alla collaborazione di istituzioni e realtà culturali del territorio.

Gli eventi saranno gratuiti, salvo dove diversamente indicato, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una formula che conferma la volontà di mantenere aperto a un pubblico ampio un confronto che, da Udine al resto della regione, punta a mettere al centro le trasformazioni del nostro tempo.

Festival Mimesis 2026, a Udine e in Fvg sei giornate su filosofia e trasformazione

Il programma completo della manifestazione sarà consultabile sui canali ufficiali del festival, mentre per il Friuli Venezia Giulia l’appuntamento si conferma come uno dei momenti culturali più riconoscibili dell’autunno 2026.

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