Dal Friuli al Piave: la compagnia pordenonese inaugura il Fiume Festival a San Donà

Il 19enne goriziano, appena diplomato al Galilei-Cossar, sarà tra i 30 concorrenti dell’ultimo atto del concorso in programma a Pescara.Mercoledì 2 settembre a Chiesanuova debutta l’edizione 2026 della rassegna con “Storie di fiume, fiume di storie”, firm

29 agosto 2026 13:04
Dal Friuli al Piave: la compagnia pordenonese inaugura il Fiume Festival a San Donà -
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Un’apertura fuori provincia, ma con una firma ben riconoscibile in Friuli: sarà la Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone a dare il via all’edizione 2026 del Fiume Festival - Sguardi, in programma a San Donà di Piave.

L’appuntamento è fissato per mercoledì 2 settembre alle 18.30 in località Chiesanuova, lungo il fiume, dove andrà in scena “Storie di fiume, fiume di storie”. Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Bruna Braidotti, con Nicola Milan alla fisarmonica. L’ingresso è gratuito.

Per il territorio pordenonese si tratta di una presenza di rilievo in una manifestazione che guarda al paesaggio fluviale e alla memoria delle comunità che vivono accanto all’acqua. La compagnia porta infatti in Veneto un lavoro che intreccia racconto teatrale, tradizione popolare e storia del Piave.

La Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone apre il Fiume Festival 2026 a San Donà

Un debutto che parte dal fiume e dalle sue voci

La rassegna promossa dal Comune di San Donà di Piave sceglie dunque per l’inaugurazione una proposta capace di trasformare il corso d’acqua nel centro della scena. Non un semplice sfondo naturale, ma un elemento vivo, legato alla memoria collettiva e ai cambiamenti attraversati nei secoli.

Al cuore della narrazione c’è un’Anguana, figura che appartiene alle leggende dell’acqua e all’immaginario popolare europeo. Nel racconto teatrale riemerge sulla riva come presenza antica, collegata a sorgenti, rituali e forme di devozione che accompagnavano la vita delle comunità rivierasche.

Il Piave raccontato tra geografia, lavoro e trasformazioni

Durante lo spettacolo, questa presenza femminile ripercorre la vicenda del Piave toccando molti piani diversi: il suo tracciato, la navigazione, la pesca, il rapporto quotidiano con chi viveva sulle rive, ma anche le dominazioni e i conflitti che hanno segnato quel territorio.

Il racconto si spinge fino alle ferite più recenti, quelle provocate dagli interventi dell’uomo che hanno inciso in profondità sull’equilibrio del fiume. In scena prende così forma una memoria che tiene insieme natura, storia e trasformazione del paesaggio.

Tra i momenti simbolici della performance c’è anche la preparazione di un piccolo pesce, poi offerto al pubblico: un gesto che richiama antiche consuetudini comunitarie e il valore del fiume come luogo di sostentamento, incontro e protezione.

Una drammaturgia costruita in oltre trent’anni di ricerca

“Storie di fiume, fiume di storie” nasce da un percorso lungo più di trent’anni portato avanti da Bruna Braidotti e Giulio Ferretti sui corsi d’acqua, sulle popolazioni che li abitano e sulle figure mitiche legate all’universo fluviale.

Da questa ricerca ha preso forma una vera e propria “drammaturgia fluviale”, modellata ogni volta sul luogo in cui viene rappresentata. Le versioni realizzate finora hanno superato quota cento, mantenendo una matrice comune: riportare al centro il legame tra acqua, ambiente e comunità.

Per la compagnia pordenonese, l’appuntamento di San Donà rappresenta quindi anche una nuova occasione per portare fuori regione un lavoro identitario, capace di dialogare con territori diversi senza perdere la propria radice. Per informazioni sulla Compagnia di Arti e Mestieri sono disponibili i numeri 0434 40115 e 340 0718557.

La Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone apre il Fiume Festival 2026 a San Donà

L’avvio del festival affida così a una realtà di Pordenone il compito di aprire una riflessione scenica sul rapporto fra i fiumi e chi li abita, con il Piave al centro di un racconto che unisce mito, memoria e presente.

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