Gorizia, una serata tra stelle e confini: il 29 agosto Edwige Pezzulli ospite di In\Visible Cities
Nel Veneziano oltre 70 eventi gratuiti dal 2 al 6 settembre 2026 tra centro storico, Ca’ Corniani e San Giorgio di Livenza.Nel calendario goriziano del festival anche performance partecipative, un rito del tè e uno spettacolo in appartamento. Ingresso lib
Il 29 agosto Gorizia diventa uno dei punti più vivi del cartellone di In\Visible Cities, con un programma diffuso che attraversa luoghi molto diversi tra loro e mette insieme scienza, arti performative e riflessione storica. Tra gli appuntamenti più attesi c’è l’incontro serale con l’astrofisica e divulgatrice Edwige Pezzulli, protagonista a Palazzo de Grazia.
La giornata si muove tra il centro cittadino, il GO! Center e uno spazio domestico privato, confermando una formula che punta a far dialogare pubblico e città. Tutti gli eventi annunciati sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il cuore della serata a Palazzo de Grazia
Alle 21 Palazzo de Grazia ospiterà “L’universo non ci stava pensando”, conferenza scenica in cui Edwige Pezzulli intreccia divulgazione scientifica e racconto teatrale. Il progetto porta sul palco temi come Big Bang, galassie e buchi neri, ma li usa anche per riportare l’attenzione sul rapporto tra conoscenza, umanità e presente.
Accanto a Pezzulli ci sarà Silvia Leonetti, compositrice attiva nel cinema, nelle serie tv, nei documentari e nella pubblicità, con un percorso internazionale che l’ha vista più volte eleggibile agli Oscar e qualificata ai Golden Globe per la colonna sonora. L’intervento musicale dal vivo accompagna la parte scientifica e ne amplia il tono narrativo.
Pezzulli è nota anche al pubblico televisivo per la sua attività di divulgazione Rai, avviata nel 2018, con partecipazioni a programmi come “Superquark+”, “Noos”, “Scienziate” e “Wikiradio”.
Un pomeriggio diffuso tra performance e memoria
Il calendario parte alle 18 con più proposte in contemporanea. A Palazzo de Grazia è previsto “Tea for Five: Opium Clippers” di Neja Tomšič, costruito come una cerimonia del tè per gruppi ristretti di dieci persone per volta. Al centro ci sono cinque servizi in ceramica dipinti a mano, ispirati ai set cinesi del gongfu cha.
Da quell’oggetto prende forma un percorso che tocca traffici commerciali, rotte marittime, colonizzazione, conflitti e nascita del capitalismo moderno. La performance lavora sulle connessioni tra vita quotidiana e grandi assetti politici, mettendo in relazione Oriente e Occidente attraverso storie poco conosciute.
Alla stessa ora, in un appartamento privato di Gorizia, torna “French Line”, produzione di Quarantasettazeroquattro pensata appositamente per spazi domestici e legata alla storia del confine goriziano. Una scelta che, in una città segnata dalla dimensione di frontiera, aggiunge un ulteriore livello di lettura al programma del festival.
Al GO! Center, sempre nel corso del pomeriggio, sono in calendario tre repliche di “Not to Scale”, alle 18, 19 e 20. Si tratta di un’esperienza partecipativa in cui il pubblico non resta semplice spettatore, ma entra direttamente nel dispositivo performativo usando fogli e matite.
Il progetto che unisce arti e scienze
L’appuntamento con Pezzulli rientra in Ars. Arti Re(l)azioni Scienze, iniziativa promossa dal Comune di Gradisca d’Isonzo con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione di Kaleidoscienza. La cura del progetto è affidata a Quarantasettazeroquattro e Kaleidoscienza, insieme ai partner Puntozero, Compagnia Arearea e Kilonova Art.
Più in generale, l’impianto della giornata a Gorizia racconta bene l’identità di In\Visible Cities: linguaggi diversi che si incontrano, luoghi non convenzionali, attenzione alla partecipazione del pubblico e uno sguardo che mette in relazione territorio, memoria e contemporaneità.
Prenotazioni consigliate e accessibilità
L’ingresso agli appuntamenti è libero, ma la disponibilità è limitata. Per questo l’organizzazione consiglia di prenotare inviando un messaggio WhatsApp o un sms al numero 328 8535125, indicando nome, cognome, evento scelto e quantità dei biglietti richiesti.
Eventuali modifiche di orario o sede saranno comunicate attraverso i canali social del festival e direttamente alle persone prenotate. Gli spazi sono inoltre accompagnati da una mappatura con icone che aiutano a capire il livello di accessibilità dei singoli eventi.
Il festival è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro ed è cofinanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo, con una collaborazione sul fronte dell’accessibilità anche con il progetto ARIA promosso dal Comune di Sagrado.