Dal Friuli a Ecomondo, focus sulle filiere verdi: Amirante punta su materiali e innovazione
Alla fiera di Rimini l’assessore regionale rilancia il peso strategico di economia circolare e sostenibilità per il sistema produttivo friulano.
Le filiere legate ai materiali, al recupero delle risorse e all’innovazione ambientale restano una delle partite più rilevanti per la crescita del Friuli Venezia Giulia. È il messaggio arrivato da Rimini, dove l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha partecipato a Ecomondo, appuntamento europeo dedicato alla transizione ecologica.
Per il territorio friulano, la presenza alla manifestazione ha avuto soprattutto un valore industriale e di prospettiva: osservare da vicino tecnologie, processi e investimenti che possono incidere sulla competitività delle imprese locali e sulle scelte future del sistema produttivo.
Il confronto con le realtà del territorio
Nel corso della visita, Amirante ha incontrato aziende del Friuli Venezia Giulia presenti in fiera insieme ad altre realtà del comparto ambientale e manifatturiero. Con lei anche i direttori di Confindustria Udine e del Consorzio per lo sviluppo economico del Friuli - Cosef.
Secondo l’assessore, il passaggio tra innovazione industriale e sostenibilità non riguarda soltanto un indirizzo politico, ma un asse concreto di sviluppo regionale. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle catene produttive dei materiali e sulle opportunità offerte dalla cosiddetta green economy.
Perché Ecomondo interessa anche il Friuli
Ecomondo è considerata una delle principali fiere di riferimento in Europa e nell’area mediterranea per i temi dell’economia circolare. L’evento mette insieme imprese, startup, istituzioni, centri di ricerca e operatori specializzati, creando uno spazio in cui si incrociano innovazione tecnologica e strategie industriali.
La rassegna, arrivata alla ventinovesima edizione, presenta soluzioni che spaziano dal riciclo alla gestione dei rifiuti, dalle bioenergie alla tutela delle risorse idriche, fino agli interventi di rigenerazione urbana. Ambiti che interessano da vicino anche il tessuto economico friulano, chiamato a misurarsi con costi, competitività e riconversione produttiva.
La posizione della Regione
Amirante ha definito positiva la visita alla manifestazione, sottolineando il valore delle proposte viste in fiera e il contributo delle aziende del territorio presenti a Rimini. Per l’assessore, il contesto economico attuale rende ancora più importante destinare risorse ai percorsi di sostenibilità e alla qualità delle filiere dei materiali.
Il ragionamento, in chiave friulana, guarda al rafforzamento delle imprese e alla capacità della regione di stare dentro la trasformazione industriale già in corso. Investire nella transizione ecologica, secondo questa impostazione, significa sostenere sviluppo, innovazione e tenuta del sistema produttivo locale.
Dal salone riminese arriva quindi un’indicazione chiara anche per il Friuli: i settori legati all’economia circolare non sono più un comparto laterale, ma uno dei terreni su cui si giocherà una parte della crescita dei prossimi anni.