Dal Friuli a Barcellona, la vetrina dell’innovazione urbana parla anche di aree interne
La Regione porta allo Smart City Expo progetti su ciclovie connesse, patrimonio digitale e rigenerazione urbana da Trieste a Gorizia fino a Udine.
Le aree interne del Friuli Venezia Giulia, i percorsi ciclabili, il patrimonio storico digitalizzato e i grandi interventi urbani sono al centro della presenza regionale allo Smart City Expo World Congress 2026 di Barcellona, uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti per le città innovative.
Alla Fira Barcelona Gran Via, dove la manifestazione prosegue fino al 5 novembre, la Regione ha inaugurato il proprio spazio espositivo con l’assessore ai Sistemi informativi Sebastiano Callari. Con lui anche il presidente di Insiel Diego Antonini e i rappresentanti dei Comuni capoluogo: Rodolfo Ziberna e Sarah Filisetti per Gorizia, Michele Babuder per Trieste e Gea Arcella per Udine.
Il filo conduttore della partecipazione friulana è chiaro: mostrare come le tecnologie digitali possano avere effetti concreti sui territori, dai servizi pubblici alla valorizzazione culturale, fino alla mobilità sostenibile e alla riqualificazione urbana.
Le ciclovie smart come leva per i territori montani
Tra i progetti messi in evidenza a Barcellona c’è quello dedicato alla connettività wireless lungo le piste ciclabili delle Aree Interne. L’intervento, sostenuto dalla Strategia regionale per le Aree Interne e dal Programma regionale Fesr 2021-2027, vale circa 5,6 milioni di euro.
L’obiettivo è collegare la rete pubblica regionale in banda ultralarga, sviluppata con il programma Ermes, alla rete delle ciclovie di interesse regionale. In questo modo si punta a portare connessioni ad alta capacità lungo i tracciati e a rendere possibili servizi intelligenti legati alla sicurezza, alla mobilità dolce e alla promozione turistica.
Le zone coinvolte sono Alta Carnia, Canal del Ferro-Val Canale, Dolomiti Friulane e Valli del Torre e del Natisone: un pacchetto di interventi che, per il Friuli, ha un valore particolare perché riguarda aree dove infrastrutture e accessibilità restano temi decisivi.
Trieste e Porto Vecchio nella strategia digitale regionale
Un altro tassello presentato nello stand regionale è PV5G - PortoVecchio 5G, iniziativa europea collegata al percorso di trasformazione del Porto Vecchio-Porto Vivo di Trieste. Il progetto è partito il 1° gennaio 2025 e si concluderà alla fine del 2027.
Il finanziamento europeo ammonta a 2,6 milioni di euro attraverso il programma Connecting Europe Facility, su un quadro economico complessivo di 3,4 milioni. Il piano prevede una rete pubblica 5G all’esterno, un’infrastruttura privata 5G indoor, un centro didattico digitale per esperienze immersive e anche un Quantum Communication Lab integrato con le reti di nuova generazione.
Secondo Callari, la sfida è fare del Porto Vecchio un luogo in cui riqualificazione e innovazione procedano insieme, rafforzando il ruolo di Trieste nello scenario europeo delle tecnologie avanzate.
Gorizia e Udine, il patrimonio storico passa dal digitale
Nello spazio del Friuli Venezia Giulia trova posto anche la Digital Art Gallery di Gorizia, nata dal recupero della Galleria Bombi. Il percorso supera i 300 metri e comprende circa 100 metri rivestiti con Led di ultima generazione, per un totale di mille metri quadrati di superficie digitale.
La galleria ospita “Data Tunnel”, installazione immersiva site-specific dell’artista Refik Anadol, realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale e pensata appositamente per la città. L’esperienza goriziana viene accompagnata anche dalle applicazioni multimediali sviluppate per il Castello e dalle iniziative di valorizzazione del patrimonio storico, compresa la promozione del Museo della Grande Guerra con Erpac.
Nel racconto regionale presentato a Barcellona rientra anche Udine, con i progetti di rilievo e mappatura digitale del centro storico e del Castello. L’uso delle nuove tecnologie, in questo caso, è finalizzato a una conoscenza più approfondita del patrimonio urbano e alla sua futura valorizzazione.
Per la Regione, la partecipazione allo Smart City Expo serve dunque a portare fuori dai confini locali esperienze già avviate sul territorio e a inserirle in un confronto internazionale con amministrazioni, imprese e centri di ricerca. Un passaggio che, per il Friuli Venezia Giulia, vale anche come vetrina delle proprie progettualità più avanzate, dalle montagne alle città.