Da Trieste a Barcellona, il progetto Porto Vivo entra nella vetrina mondiale delle città intelligenti
Il Comune porta allo Smart City Expo l’esperienza di rigenerazione del Porto Vecchio e gli interventi digitali avviati anche nel cuore della città.
Trieste porta a Barcellona uno dei dossier più strategici per il proprio sviluppo urbano: Porto Vecchio-Porto Vivo. Il progetto viene presentato allo Smart City Expo World Congress, appuntamento internazionale dedicato all’innovazione applicata alle città, dove amministrazioni, imprese e operatori del settore si confrontano su trasformazione urbana, tecnologia e servizi.
Per il capoluogo giuliano si tratta di un passaggio utile a collocare in un contesto globale un intervento che guarda al recupero di una vasta area cittadina e alla sua evoluzione in chiave contemporanea. In questo percorso rientrano anche le infrastrutture digitali che l’amministrazione sta sviluppando tra Porto Vecchio e piazza Goldoni.
La presenza triestina alla manifestazione è affidata all’assessore alle Politiche del territorio Michele Babuder e ai funzionari del Dipartimento Innovazione e Servizi al cittadino.
Il progetto triestino presentato alla fiera
Al centro della partecipazione c’è la riconversione dell’area di Porto Vecchio-Porto Vivo, indicata dal Comune come uno degli assi principali della nuova Trieste. L’intervento punta a mettere insieme patrimonio esistente, funzioni urbane e strumenti tecnologici, con l’obiettivo di costruire un ambito connesso e capace di integrare servizi, spazi ed edifici.
Babuder ha spiegato che la presenza a Barcellona serve a mostrare i contenuti del lavoro in corso e l’impegno dell’amministrazione sul fronte delle nuove tecnologie, considerate uno strumento per migliorare i servizi rivolti ai cittadini. Nel quadro illustrato dal Comune rientrano anche le infrastrutture tecnologiche già avviate nell’area del Porto Vecchio-Porto Vivo e in piazza Goldoni.
I numeri del comparto aiutano a capire la scala dell’operazione: 66 ettari complessivi, 31 edifici e 4 moli. Un pezzo rilevante della città che viene immaginato come un nuovo ecosistema urbano, in cui il recupero fisico degli spazi si accompagna a una gestione più moderna e interconnessa.
La rete digitale su cui si fonda Porto Vivo
Uno degli elementi più rilevanti del progetto riguarda la dotazione tecnologica. Il Comune ha sviluppato una rete in fibra ottica lunga 27,6 chilometri, con un’estensione prevista fino a 42 chilometri. È questa l’ossatura digitale pensata per supportare il funzionamento del nuovo comparto urbano.
La rete è stata progettata per collegare edifici, infrastrutture, spazi pubblici e servizi. Nelle intenzioni dell’amministrazione, questa base dovrà consentire una lettura più efficace dei dati e una gestione integrata dell’area, in una prospettiva che guarda agli obiettivi urbani del 2030.
Porto Vivo viene così proposto non soltanto come operazione di recupero urbanistico, ma come laboratorio cittadino in cui innovazione, pianificazione e strumenti digitali procedono insieme.
Perché Barcellona è una tappa importante
Lo Smart City Expo World Congress, organizzato a Barcellona dal 2011, è considerato uno dei principali punti di incontro internazionali sui temi delle città intelligenti. Riunisce amministratori pubblici, aziende, esperti e organizzazioni interessate a soluzioni capaci di rispondere alle sfide dei centri urbani contemporanei.
L’evento è costruito come luogo di confronto ma anche come spazio in cui avviare collaborazioni e presentare progetti concreti. Nel corso delle tre giornate vengono condivise esperienze legate a sostenibilità, efficienza, resilienza urbana e uso dei dati per migliorare la gestione delle città.
Per l’edizione 2026 gli organizzatori indicano una partecipazione attesa di oltre 27 mila persone in presenza, provenienti da più di 990 città, con oltre 1.190 espositori e 600 relatori. Numeri che spiegano il peso della manifestazione e il valore della vetrina internazionale per città come Trieste.
La presenza del capoluogo friulano a Barcellona si inserisce dunque in una strategia più ampia: raccontare fuori dai confini locali un progetto urbano che punta a ridisegnare una parte decisiva della città, mettendo insieme rigenerazione, servizi e infrastrutture digitali.