Dal cuore della Carnia a Torino, la storia custodita da Raffaella Cargnelutti arriva al Salone del Libro

Domenica 17 maggio nello spazio del Friuli Venezia Giulia la scrittrice di Tolmezzo presenta la nuova edizione di “Alla gentilezza di chi la raccoglie”.

17 maggio 2026 08:49
Dal cuore della Carnia a Torino, la storia custodita da Raffaella Cargnelutti arriva al Salone del Libro -
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Una vicenda nata in Carnia e rimasta viva nel tempo approda di nuovo al Salone Internazionale del Libro di Torino. Domenica 17 maggio, alle 12, nello spazio della Regione Friuli Venezia Giulia al Padiglione Oval V152, Raffaella Cargnelutti presenterà la nuova edizione di Alla gentilezza di chi la raccoglie, libro che riporta al centro una memoria familiare capace di parlare a tutto il Friuli.

Per Prima Friuli è una presenza che ha anche un forte valore territoriale: l’autrice, originaria di Tolmezzo, porta in uno dei principali appuntamenti editoriali italiani una pagina di storia legata alla nostra terra, alle sue ferite e alla sua capacità di custodire testimonianze preziose.

Il ritorno a Torino arriva a undici anni dalla prima uscita del volume e segue la partecipazione dello scorso anno, quando Cargnelutti aveva presentato L’altra guerra, pubblicato da Mursia. Un percorso che conferma l’attenzione della scrittrice per i temi della memoria storica e per le vicende che hanno attraversato il Friuli nel Novecento.

Una lettera lanciata dal treno e affidata alla coscienza di chi passava

Al centro del libro c’è una storia vera che risale al 31 luglio 1944. In quel momento Giulio Cargnelutti, carnico di 32 anni, scrive alla moglie Eugenia poco prima della deportazione verso Buchenwald. Sono righe essenziali, affidate a un foglio gettato dal convoglio diretto in Germania, con una frase sulla busta diventata il cuore stesso del racconto: “Alla gentilezza di chi la raccoglie”.

Quel messaggio non era soltanto una formula di cortesia. Era una richiesta di aiuto rivolta a chi avrebbe trovato la lettera lungo il percorso. Furono soprattutto donne della Carnia, mettendosi in gioco personalmente, a raccogliere quelle missive e a recapitarle alle famiglie dei deportati. In quel gesto semplice e rischioso si concentra una forma di solidarietà civile che il libro restituisce con grande forza.

Memoria privata, storia friulana

Il progetto nasce da materiali conservati per decenni: la corrispondenza familiare e un taccuino di disegni realizzati da Giulio durante la prigionia, con mezzi di fortuna e su carta recuperata nel lager. Da questo patrimonio prende forma un’opera che unisce testimonianza diretta, ricostruzione storica e dimensione intima.

Il risultato è un racconto che tiene insieme dolore, legami familiari, fede e dignità. Non parla solo di un singolo deportato, ma di una generazione travolta dalla guerra e di una comunità che, nonostante tutto, ha saputo conservare tracce di umanità.

Dopo nove mesi di prigionia a Buchenwald, Giulio Cargnelutti riuscì a tornare a casa. In seguito dedicò la propria vita all’arte e alla scultura, trovando proprio nell’espressione artistica una risposta interiore all’esperienza del lager. I disegni eseguiti durante la detenzione hanno oggi un valore documentario raro, perché nati dentro quel contesto di privazione e sofferenza.

Per il Friuli una presenza che conta

La presentazione torinese assume così un significato che va oltre il calendario del Salone. Per il Friuli Venezia Giulia è l’occasione di riportare all’attenzione nazionale una testimonianza che nasce qui, tra le famiglie e i paesi della Carnia, e che continua a interrogare il presente.

La nuova edizione di Alla gentilezza di chi la raccoglie rilancia infatti una memoria viva, non museale, costruita attorno a documenti, parole e immagini che hanno attraversato gli anni senza perdere la loro forza. Ed è proprio questa capacità di unire radici locali e valore universale a rendere l’appuntamento con Raffaella Cargnelutti uno dei momenti più significativi della presenza friulana al Salone del Libro.

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