Da Udine a Londra, premio internazionale al restauro firmato dall’ateneo friulano

Il Focal Award 2026 riconosce il lavoro de La camera ottica su un documentario del 1917 commissionato dall’Imperial War Museum.

19 giugno 2026 20:29
Da Udine a Londra, premio internazionale al restauro firmato dall’ateneo friulano -
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Un riconoscimento internazionale porta il nome del Friuli nel cuore di Londra: l’Università di Udine si è aggiudicata il Focal Award 2026 per un progetto di restauro audiovisivo che riporta alla luce un film britannico del 1917 dedicato alla Prima guerra mondiale.

La premiazione si è svolta il 18 giugno alla Church House Westminster. Per l’ateneo friulano il risultato ha un peso particolare anche per il profilo del premio, considerato tra i più autorevoli nel settore della conservazione e del recupero dei materiali filmici e d’archivio.

Il progetto vincitore riguarda “The German retreat and the battle of Arras”, documentario di 77 minuti affidato all’università dall’Imperial War Museum di Londra. Il lavoro era entrato nella cinquina finale della sezione dedicata al miglior intervento di restauro e preservazione.

Un risultato che valorizza il lavoro svolto in Friuli

A firmare l’intervento è stato il laboratorio La camera ottica del Media Lab, struttura del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale con sede al Lab Village di Udine. Il coordinamento è stato seguito da Simone Venturini, Gianandrea Sasso e Serena Bellotti.

Secondo quanto reso noto dall’università, si tratta del primo caso in cui un progetto realizzato da un ateneo non solo entra tra i candidati ma arriva anche alla vittoria in questa manifestazione, giunta alla sua ventitreesima edizione.

Accanto ai docenti e ai responsabili scientifici, il restauro ha coinvolto anche studenti in tirocinio dei corsi Dams e della laurea magistrale Imacs, inseriti direttamente nelle attività operative legate al recupero della pellicola. Un aspetto che rafforza il legame tra formazione universitaria e lavoro su materiali di valore storico.

Il film e il passaggio da Pordenone prima del premio

L’opera premiata è un documentario realizzato in pieno conflitto mondiale e pensato dal governo britannico per raccontare l’avanzata alleata e sostenere il morale interno. Tra gli elementi che lo rendono rilevante c’è anche la forza visiva con cui registra gli effetti della guerra e della distruzione provocata dall’artiglieria pesante.

Prima del riconoscimento londinese, la versione restaurata era già stata mostrata in Friuli Venezia Giulia: l’anteprima mondiale si era tenuta infatti a Pordenone, durante le Giornate del cinema muto dello scorso anno. Un passaggio che lega ancora di più il premio internazionale al territorio regionale.

Le parole dell’università dopo la vittoria

Il rettore Angelo Montanari ha definito il traguardo come un riconoscimento di grande prestigio, legandolo a un percorso di ricerca e sperimentazione che da anni caratterizza il lavoro dell’ateneo nel campo del restauro e della preservazione audiovisiva.

Simone Venturini ha sottolineato che il premio riguarda un’intera filiera universitaria fatta di ricerca, didattica e attività sul territorio. Nel suo intervento ha richiamato il contributo di Gianandrea Sasso, direttore tecnico del restauro, di Serena Bellotti e delle infrastrutture del Media Lab, insieme al ruolo delle responsabili scientifiche Mariapia Comand e Cosetta Saba.

Dallo stesso ateneo viene inoltre evidenziato il valore della collaborazione con l’Imperial War Museum, che ha commissionato il progetto nell’ambito dell’accordo di ricerca e cooperazione attivo con l’università friulana. La direttrice del dipartimento Linda Borean ha collegato il premio alla continuità del lavoro svolto negli anni e alla rete di relazioni internazionali costruita dal dipartimento.

La vittoria arriva inoltre in una fase di rilancio dell’offerta formativa legata all’audiovisivo: dal settembre 2026, con il rinnovato Dams a Udine, i nuovi iscritti potranno contare anche su opportunità di studio e laboratorio nei campi del cinema, dei media e dello spettacolo che trovano in risultati come questo una conferma concreta.

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