Da Rosazzo a Merano, nuovo riconoscimento per Livio Felluga: premiata l’identità raccontata in etichetta
Al Merano WineFestival 2026 la storica azienda friulana ottiene il The WineHunter Star nella sezione Wine Artist, con Filippo Felluga sul palco del Gala Dinner.
C’è anche il Friuli del vino tra i protagonisti dell’edizione 2026 del Merano WineFestival. La storica azienda Livio Felluga, riferimento di Rosazzo e del Collio orientale, ha ottenuto il The WineHunter Star nella categoria Wine Artist, un premio che valorizza il modo in cui un marchio ha saputo esprimere la propria identità.
Il riconoscimento è stato consegnato nel corso del Gala Dinner ospitato al Kurhaus di Merano. A ritirarlo è stato Filippo Felluga, mentre la consegna è avvenuta per mano di Gioacchino Bonsignore, volto di TG5 Gusto – Mediaset.
Un segno distintivo nato guardando alla terra
Al centro della motivazione c’è una delle immagini più note della casa vinicola friulana: la Carta Geografica presente sulle etichette. Una scelta che risale al 1956 e che, per l’epoca, rappresentò un’intuizione fuori dagli schemi, capace di collegare in modo diretto il vino al paesaggio da cui prende forma.
Non solo un elemento grafico, dunque, ma un linguaggio riconoscibile. Nel tempo quella carta è diventata il simbolo della visione di Livio Felluga: raccontare il territorio prima ancora del prodotto, facendo dell’origine un tratto essenziale dell’identità aziendale.
Il valore del premio per il Friuli del vino
Per un marchio che ha legato il proprio nome a Rosazzo, il premio arrivato a Merano ha anche un significato che va oltre la singola azienda. È un riconoscimento che richiama l’attenzione sul patrimonio vitivinicolo friulano e sulla capacità delle sue realtà storiche di trasformare il legame con la terra in cultura d’impresa.
A quasi settant’anni da quella scelta iniziale, la Carta Geografica continua infatti a essere un riferimento immediato per appassionati e operatori del settore. La sua forza sta proprio nell’aver reso visibile, su ogni bottiglia, il rapporto con il luogo d’origine.
Le parole di Filippo Felluga
Nel commentare il premio, Filippo Felluga ha richiamato la visione del padre: «Nel 1956 nostro padre aveva già intuito quanto fosse importante raccontare, attraverso il vino, il territorio da cui nasceva. La Carta Geografica è stata un gesto visionario, che ha anticipato di molti anni il concetto di identità territoriale oggi così centrale nel mondo del vino».
Lo stesso Felluga ha poi sottolineato il valore del riconoscimento per il percorso dell’azienda: «Ricevere questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché premia una visione che, a settant'anni di distanza, continua a guidare il nostro lavoro e a ispirare il futuro dell'azienda».
Un premio che conferma una storia riconoscibile
La presenza di Livio Felluga tra i premiati del Merano WineFestival 2026 conferma il peso che la cantina continua ad avere nel panorama enologico italiano. In questo caso, a emergere non è soltanto la produzione, ma la capacità di avere costruito nel tempo un’immagine coerente, immediatamente associata al Friuli.
Per il territorio regionale è anche un segnale di continuità: le grandi storie del vino friulano restano centrali quando sanno unire memoria, visione e riconoscibilità. Ed è proprio su questo equilibrio che il nome Livio Felluga continua a distinguersi anche fuori dai confini regionali.