Da Pordenone una rete internazionale su Tina Modotti: archivio online, ricerca e giovani coinvolti

Cinemazero prepara per il 2026 un progetto dedicato alla fotografa friulana: piattaforma aperta, materiali poco noti, attività nelle scuole e mostra finale.

16 agosto 2026 10:58
Da Pordenone una rete internazionale su Tina Modotti: archivio online, ricerca e giovani coinvolti -
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Non solo una celebrazione anniversaria, ma un lavoro destinato a lasciare strumenti utili nel tempo. A Pordenone prende forma il progetto con cui Cinemazero si prepara a ricordare nel 2026 i 130 anni dalla nascita di Tina Modotti, mettendo al centro un grande archivio digitale accessibile e un percorso culturale che parte dal Friuli per dialogare con istituzioni di più Paesi.

L'iniziativa, sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il bando dedicato all'anniversario, punta a dare una forma finalmente organica a un patrimonio oggi sparso tra musei, archivi e raccolte private. L'idea è costruire un punto di riferimento stabile per studiosi, studenti e pubblico interessato alla figura della fotografa friulana.

Un progetto che parte dal patrimonio custodito a Pordenone

Il ruolo di Pordenone è centrale perché proprio negli archivi climatizzati di Cinemazero è conservato il nucleo più ampio di materiali dedicati a Modotti. Da oltre trent'anni il centro culturale porta avanti attività di studio e valorizzazione sulla sua opera, e ora questo lavoro si traduce in un programma di respiro internazionale.

Il fulcro sarà il sito multilingue tinamodotti.org, pensato come una repository open access consultabile gratuitamente. Nella piattaforma confluiranno fotografie, documenti, video, fonti bibliografiche e contributi scientifici provenienti sia dal patrimonio già custodito a Pordenone sia da soggetti esteri che aderiranno al progetto.

Opere disperse nel mondo, obiettivo riunirle in un unico spazio

La particolarità del progetto sta proprio nella volontà di ricomporre, almeno sul piano digitale e scientifico, una produzione artistica oggi frammentata in più continenti. Tra le istituzioni che conservano opere e documenti legati a Tina Modotti ci sono realtà come il MoMA di New York, l'INAH e l'INBAL di Città del Messico, la George Eastman House di Rochester, il SFMoMA di San Francisco, la Fototeca di Pachuca, la Mānoa Library di Honolulu e diversi archivi privati, tra cui la collezione Salins-Pliego e la Fundación Televisa.

Il percorso è stato impostato in modo aperto e collaborativo, con la possibilità di coinvolgere altri enti e specialisti in possesso di materiali riferibili all'artista. L'obiettivo dichiarato è costruire una mappatura il più possibile ampia e affidabile.

Ricerca archivistica e materiali poco conosciuti

Accanto alla piattaforma online, Cinemazero sta portando avanti ricerche che hanno già consentito di far emergere documenti e contenuti raramente mostrati o mai pubblicati. Il lavoro ha toccato collezioni e istituzioni in Messico, Cuba, Stati Uniti, Germania e altri Paesi, ampliando il quadro delle fonti disponibili.

Fotografie, riviste d'epoca, carte, audiovisivi e testimonianze contribuiranno a restituire un profilo più completo di Modotti, non solo come autrice di immagini ma anche come figura intellettuale del Novecento.

Pordenone, Cinemazero apre l’archivio globale su Tina Modotti per i 130 anni dalla nascita

Come ha spiegato Riccardo Costantini, responsabile degli Archivi di Cinemazero, il nodo sta nel fatto che la fama internazionale di Tina Modotti non ha ancora trovato una ricostruzione unitaria della sua produzione, proprio perché le opere e i documenti sono distribuiti in luoghi molto lontani tra loro.

Scuole e under 35 nel percorso verso il 2026

Il programma non si fermerà alla ricerca storica. Una parte importante riguarda infatti il coinvolgimento delle nuove generazioni, con attività rivolte a studenti, educatori, grafici e artisti under 35. Sono previsti laboratori nelle scuole, percorsi di educazione all'immagine, concorsi creativi internazionali, progetti di mail art e produzioni audiovisive.

In questo quadro assume un significato particolare il legame tra Friuli Venezia Giulia, Messico e Cuba, territori che segnano in modo profondo la biografia di Modotti e la sua eredità culturale. Il progetto intende far dialogare questi contesti anche attraverso la partecipazione di partner culturali e realtà educative.

Mostra finale e sguardo a Pordenone 2027

Il percorso si concluderà con una grande mostra internazionale in cui i materiali storici recuperati attraverso la ricerca saranno messi in relazione con i lavori realizzati da studenti e giovani artisti. L'impianto dell'esposizione sarà quindi doppio: da una parte la memoria documentaria, dall'altra la rielaborazione contemporanea.

A completare il programma sono previsti anche un catalogo illustrato, incontri pubblici e proiezioni dedicate a Tina Modotti. L'iniziativa si inserisce inoltre nel cammino culturale che accompagnerà Pordenone verso il 2027, anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura.

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