Da Pesariis a Trieste, un percorso sugli orologi pubblici: la mostra farà tappa anche in Friuli
L’iniziativa dedicata ai 300 anni della tradizione Solari parte a Trieste e nei mesi successivi arriverà tra Carnia, Tolmezzo e Aiello del Friuli.
Il cuore friulano dell’iniziativa è tutto nel nome di Pesariis, borgo simbolo dell’orologeria carnica, da cui prende slancio un progetto culturale che nelle prossime settimane unirà Trieste e diverse tappe del territorio regionale. La ricorrenza è quella dei trecento anni della storica manifattura Solari, e il programma mette insieme esposizione, incontri pubblici e materiali divulgativi.
La prima fermata sarà a Trieste, dove dal 10 settembre 2026 l’atrio di Palazzo della Borsa ospiterà una mostra dedicata agli antichi orologi pubblici cittadini. Ma per il pubblico friulano l’aspetto più significativo è che l’allestimento non resterà confinato nel capoluogo giuliano: da ottobre a dicembre il percorso raggiungerà infatti Prato Carnico, Tolmezzo e Aiello del Friuli.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste e l’associazione Amici dell’Orologeria Pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari di Prato Carnico. Il filo che lega i diversi appuntamenti è il rapporto tra la misura del tempo, la storia urbana e la tradizione artigianale sviluppata in Carnia.
Le tappe friulane dopo l’esordio a Trieste
Dopo l’apertura triestina, la mostra assumerà una forma itinerante. Il calendario prevede il passaggio al Museo dell’Orologeria di Prato Carnico, quindi al Museo Carnico delle Arti Popolari “M. Gortani” di Tolmezzo e infine al Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale di Aiello del Friuli.
Per il Friuli si tratta di un itinerario che tocca luoghi già fortemente legati alla memoria del lavoro, delle arti applicate e della cultura popolare. Il ritorno in Carnia, in particolare, si inserisce nelle celebrazioni dedicate a Pesariis e dialoga con altre iniziative culturali del territorio, comprese quelle vicine al mondo musicale.
Cosa racconta l’esposizione
L’allestimento triestino è costruito attorno a sei pannelli tematici, accompagnati da una scheda introduttiva. Il racconto segue la presenza degli orologi pubblici nella città, osservati come strumenti utili alla vita civile, ai commerci e ai movimenti del porto.
Tra i riferimenti scelti compaiono il Mandracchio, il Palazzo della Borsa, il Municipio, le Poste, le Ferrovie, la Stazione Marittima e la Torretta di Miramare, il cui quadrante è stato restaurato nel 2020 grazie alla Fondazione CRTrieste. Ne esce l’immagine di una Trieste scandita da segni del tempo visibili nelle piazze e nei punti nevralgici della vita pubblica.
L’incontro del 18 settembre tra storia, arti e musica
Il momento centrale del programma è fissato per venerdì 18 settembre alle 16, nella Sala Maggiore della Camera di Commercio della Venezia Giulia, con ingresso libero. Apriranno l’appuntamento i saluti di Antonio Paoletti, Paolo Battaglini e Rosa Maria Solari.
Il pomeriggio sarà articolato in più interventi: Maria Cristina Benussi affronterà il tema del tempo nella letteratura, Margherita Canale quello nella musica, mentre Massimo De Grassi si concentrerà sulle arti figurative. Una scansione che amplia il discorso oltre la tecnica orologiaia e lo porta dentro la cultura europea e contemporanea.
La parte finale guarderà invece allo sviluppo economico e urbano di Trieste attraverso il tema dell’orologio pubblico. A parlarne saranno Stefano Solari, docente dell’Università di Padova e responsabile scientifico dell’AOP, e Alceo Solari, esponente dell’ottava generazione della famiglia fondatrice, con un approfondimento sia storico sia costruttivo.
Documentario, video e prospettive del progetto
Nel programma è inserita anche la proiezione del documentario “Il Tempo della Serenissima. Orologi da torre nell'Istro-veneto e in Dalmazia”, terzo capitolo di un progetto transfrontaliero curato da Franco Rota con la Comunità degli Italiani di Parenzo e sostenuto dalla Regione del Veneto.
Il confronto successivo toccherà pure il tema del riconoscimento UNESCO dell’orologeria storica come patrimonio dell’umanità. I contributi presentati durante la giornata saranno poi raccolti in una pubblicazione, mentre la Sezione Cinema del CCA, diretta da Alessio Bozzer, affiancherà l’evento con un breve video divulgativo.
Un anniversario che riporta l’attenzione sulla Carnia
Il progetto rientra nel percorso di divulgazione umanistica avviato dal CCA nel 2025, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il contributo delle Fondazioni Casali ETS. Sullo sfondo resta il traguardo dei 300 anni della fabbrica artigianale nata a Pesariis nel 1725, una ricorrenza che riaccende l’interesse per una delle espressioni manifatturiere più riconoscibili del Friuli montano.
Per Prima Friuli, il dato più rilevante è proprio questo: un’iniziativa partita da Trieste ma destinata a trovare nel territorio friulano una parte essenziale del suo significato, riportando al centro Pesariis, Tolmezzo e Aiello del Friuli in un racconto che unisce memoria, tecnica e identità regionale.