Da Gorizia a Pordenone, il passaggio di testimone della cultura passa dal Municipio

Le amministrazioni si sono incontrate per mettere a confronto il lavoro di GO!2025 e il percorso che porterà Pordenone al 2027.

28 maggio 2026 23:02
Da Gorizia a Pordenone, il passaggio di testimone della cultura passa dal Municipio -
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L’esperienza maturata a Gorizia con GO!2025 diventa un riferimento concreto anche per il cammino di Pordenone verso il 2027. È questo il senso dell’incontro ospitato in Municipio, dove le due amministrazioni comunali hanno messo a confronto metodi, priorità e nodi da affrontare in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura.

Per il Friuli Venezia Giulia si tratta di un dialogo tutt’altro che formale: da una parte c’è una città che sta vivendo il percorso da Capitale europea della Cultura, dall’altra una realtà che si prepara a un appuntamento nazionale destinato ad avere ricadute sull’intero territorio.

Al tavolo sedevano il sindaco di Pordenone Alessandro Basso e il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, insieme ad alcuni componenti della giunta goriziana che hanno seguito da vicino il dossier e l’attuazione di GO!2025. Presenti anche gli assessori Patrizia Artico, Luca Cagliari, Fabrizio Oreti e Chiara Gatta.

Un confronto utile per chi sta costruendo il 2027

Il vertice è stato impostato come uno scambio operativo tra amministratori che si trovano, con tempi diversi, dentro percorsi simili. Non soltanto programmazione culturale, quindi, ma anche tutti quegli aspetti meno visibili che accompagnano eventi di questa portata e che incidono sulla riuscita complessiva del progetto.

Dal colloquio è emersa la necessità di leggere l’esperienza goriziana non come un modello da replicare in automatico, ma come un patrimonio di indicazioni pratiche. Per Pordenone, l’obiettivo è capire quali scelte si stiano rivelando efficaci e dove invece serva rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.

I temi sul tavolo: Regione, turismo, opere e macchina comunale

Tra gli argomenti affrontati ci sono stati i rapporti con la Regione Friuli Venezia Giulia, il ruolo di PromoTurismo e il coinvolgimento delle categorie economiche. Un percorso come quello che porta a una capitale della cultura, infatti, non riguarda soltanto il calendario degli appuntamenti, ma richiede una regia ampia e condivisa.

Nella discussione hanno trovato spazio anche le criticità organizzative, il tema delle infrastrutture, il decoro urbano e la tenuta della struttura amministrativa comunale. Sono questioni che incidono direttamente sulla capacità di una città di presentarsi preparata, accogliente e all’altezza di un evento che richiama pubblico, attenzione istituzionale e investimenti.

In questo quadro rientra anche il ragionamento sulle opere e sui servizi collegati, un capitolo che in regione resta centrale e che coinvolge diversi livelli istituzionali. Il confronto con Gorizia è servito proprio a misurare quanto il lavoro avviato a Pordenone sia già in linea con le esigenze di un appuntamento di questa scala.

Una collaborazione tra città che guarda all’intero Friuli Venezia Giulia

Il sindaco Basso ha definito l’incontro particolarmente significativo, sottolineando il valore di un dialogo diretto con chi sta attraversando un’esperienza analoga. La possibilità di parlare senza filtri tra sindaci, assessori e amministratori consente infatti di mettere a fuoco non solo le opportunità, ma anche gli aspetti più delicati da presidiare per tempo.

Dal Municipio è emersa inoltre la volontà di continuare su una linea di lavoro condivisa, coinvolgendo istituzioni, sistema economico e territorio. Per il Friuli Venezia Giulia, il collegamento tra Gorizia e Pordenone non rappresenta solo un passaggio di conoscenze amministrative, ma anche un’occasione per consolidare una visione regionale della cultura come leva di sviluppo e organizzazione urbana.

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