Da GO!2025 a Pordenone 2027, il Friuli si racconta a Roma in due serate tra cultura e memoria
Il 14 luglio un confronto sulle capitali culturali del territorio, il 15 luglio a Santa Croce l’oratorio dedicato ai 50 anni dal sisma del 1976.
Il Friuli Venezia Giulia arriva a Roma con due appuntamenti che mettono insieme identità culturale, progettualità e memoria collettiva. In calendario ci sono un incontro dedicato al passaggio ideale tra GO!2025 e Pordenone 2027 e, il giorno successivo, un evento musicale pensato per ricordare il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.
Per il pubblico della capitale saranno due occasioni per avvicinarsi a temi che riguardano da vicino anche il nostro territorio: da una parte il valore lasciato da un percorso come quello di Gorizia e Nova Gorica, dall'altra la preparazione di Pordenone verso il 2027. Entrambe le iniziative sono a ingresso libero.
Un passaggio simbolico tra Gorizia, Nova Gorica e Pordenone
Il primo appuntamento è previsto martedì 14 luglio 2026 alle 18.30 al Circolo Canottieri, sul Lungotevere Flaminio. Il titolo scelto per l'incontro è “Capitali d'arte a confronto” e il focus sarà sul significato concreto che oggi può avere l'idea di capitale culturale per le città e per le comunità che la vivono.
L'iniziativa fa parte del progetto Capitali promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la Direzione centrale Cultura, con la cura di Massimiliano Finazzer Flory. Dopo le tappe di Torino e Milano, il confronto arriva quindi a Roma, mettendo in relazione l'esperienza transfrontaliera di GO!2025 con il cammino avviato da Pordenone come Capitale italiana della cultura 2027.
Ad aprire l'incontro sarà il vicepresidente della Regione e assessore alla Cultura e allo Sport Mario Anzil, mentre la conduzione sarà affidata allo stesso Finazzer Flory. Il dibattito riunirà voci provenienti da ambiti differenti: lo scrittore Mauro Covacich, il saggista Paolo Magris, il compositore e musicista Remo Anzovino, la geografa Carmen Bizzarri, l'artista e performer Francesca Chialà e Riccardo Costantini di Cinemazero per l'area eventi.
Il cuore del talk sarà la riflessione su ciò che una candidatura e un anno da capitale possono lasciare in eredità a un territorio, non solo sul piano simbolico ma anche in termini di crescita sociale ed economica. Al termine è previsto anche un momento dedicato ai sapori del Friuli Venezia Giulia. Per informazioni è disponibile il numero WhatsApp 328.4350225.
Il 15 luglio il ricordo del terremoto attraverso la musica
La seconda tappa romana si terrà mercoledì 15 luglio alle 19 nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Al centro della serata ci sarà l'oratorio “PSALMS Friuli 1976—2026”, proposto nel contesto delle iniziative regionali legate al cinquantenario del sisma che segnò profondamente il Friuli.
Il progetto nasce su impulso di Euritmica di Udine e si sviluppa in collaborazione con la Royal Academy of Music e il Conservatorio Tomadini di Udine, all'interno delle attività sostenute dalla Regione. Si tratta di un lavoro per voci, coro ed ensemble strumentale costruito a partire dai Salmi del Vecchio Testamento musicati dal compositore jazz canadese Kenny Wheeler.
La direzione artistica è affidata a Glauco Venier, che ha rielaborato partiture donate dallo stesso Wheeler, mentre la direzione musicale sarà di Valter Sivilotti. L'intento della serata è tenere insieme il ricordo delle vittime e la forza della ricostruzione che il Friuli ha saputo esprimere negli anni successivi.
Gli interpreti attesi nella basilica romana
Sul palco saliranno l'Insiùm Ensemble e l'ensemble vocale Odhecaton, con la partecipazione di Giancarlo Giannini per le letture. L'Insiùm Ensemble riunirà Cristina Renzetti alla voce, Daniele Richiedei al violino, Alfonso Deidda al sax baritono, Marcello Allulli al sax soprano, Mirko Cisilino al flicorno, Sergio Bernetti al trombone, Glauco Benedetti alla tuba, Riccardo Chiarion alla chitarra, Glauco Venier al pianoforte, Giulio Scaramella all'organo, Alessio Zoratto al contrabbasso e Alessandro Paternesi alle percussioni.
Anche questo secondo appuntamento sarà aperto liberamente al pubblico. Le due giornate romane, lette insieme, raccontano un Friuli Venezia Giulia che porta fuori regione sia la propria capacità di progettare il futuro sia il dovere di custodire una memoria che resta fondativa per l'intera comunità.