Controlli alimentari, il Friuli punta a regole più chiare: al via 10 gruppi di lavoro con le imprese
Intesa tra Regione e Confcommercio Udine per uniformare verifiche e procedure HACCP nei comparti chiave, con il supporto dell’Università di Udine.
Per chi lavora nella filiera alimentare friulana, il nodo è uno: avere indicazioni omogenee e controlli impostati con criteri chiari in tutto il territorio. È da questa esigenza che prende forma l’intesa siglata a Udine il 30 luglio 2026 tra Regione Friuli Venezia Giulia e Confcommercio Udine.
L’obiettivo del percorso è mettere ordine nell’applicazione pratica delle norme su igiene e HACCP, riducendo le differenze interpretative che possono creare difficoltà alle aziende e, allo stesso tempo, rafforzando le garanzie per i consumatori.
Alla firma hanno preso parte l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e il vicepresidente provinciale di Confcommercio Udine nonché presidente di Fipe, Antonio Dalla Mora. Presenti anche Cristian Vida, che coordina il progetto per Confcommercio, insieme ai rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico e dell’Università degli Studi di Udine.
Un lavoro comune nei comparti più sensibili
Il protocollo riguarda alcuni settori centrali per l’economia del Friuli Venezia Giulia. Nel perimetro dell’iniziativa rientrano la filiera delle carni, con attenzione anche alla proiezione estera del San Daniele, il lattiero-caseario, la grande ristorazione, la grande distribuzione e il comparto dei vegetali.
L’idea è costruire riferimenti tecnici condivisi, utili sia a chi produce sia a chi effettua le verifiche. In questo modo le imprese potranno contare su un quadro meno incerto nell’applicazione delle regole legate a produzione, igiene e autocontrollo.
Dieci tavoli e circa 50 aziende coinvolte
Il cuore operativo del progetto sarà affidato a dieci tavoli tecnici paritetici. Ai gruppi parteciperanno circa 50 imprese del territorio regionale con i propri esperti, affiancati da tecnici delle Aziende sanitarie, tecnologi e responsabili di produzione.
Il confronto servirà a far emergere i punti più delicati nell’attuazione della normativa italiana ed europea in materia di sicurezza alimentare. L’obiettivo finale è produrre strumenti utilizzabili in modo concreto, così da limitare letture diverse da area ad area e rendere più lineari sia i processi aziendali sia le attività di controllo.
Il ruolo di Regione e Università di Udine
Il coordinamento tecnico-scientifico sarà seguito dalla Direzione centrale Salute della Regione, che avrà anche il compito di valutare i documenti conclusivi elaborati nel corso del percorso. All’Università di Udine spetteranno invece monitoraggio e validazione scientifica attraverso il Comitato di indirizzo.
Alla base dell’iniziativa c’è anche l’adeguamento a un quadro normativo europeo aggiornato, in particolare al regolamento 625/2017 sui controlli ufficiali, che ha richiesto una revisione ampia sia delle verifiche pubbliche sia degli adempimenti richiesti agli operatori del settore alimentare.
Nelle intenzioni dei promotori, il risultato conclusivo dovrà diventare una base comune per il sistema regionale: un riferimento unico per imprese, tecnici e controllori, con l’obiettivo di consolidare standard di sicurezza alimentare più elevati in tutto il Friuli Venezia Giulia.