Contratto del comparto unico Fvg, dal Pd sì all’intesa: «Ora va chiarito il mese di attesa»
Moretti e Celotti valutano positivamente il via libera della Corte dei conti, ma chiedono spiegazioni sui tempi che hanno preceduto la certificazione.
Per i dipendenti del sistema pubblico regionale il passaggio decisivo è arrivato, ma nel dibattito politico resta aperta una domanda sui tempi. Dopo l’ok della Corte dei conti al contratto del comparto unico del Friuli Venezia Giulia, i consiglieri regionali del Pd Diego Moretti e Manuela Celotti esprimono soddisfazione per l’esito, chiedendo però di fare luce sul ritardo che ha preceduto la certificazione.
Il punto sollevato riguarda un mese di attesa che, secondo i due esponenti dem, avrebbe alimentato incertezza sia tra i lavoratori sia nel mondo degli enti locali del territorio friulano e regionale. La loro valutazione tiene insieme i due aspetti: il risultato viene considerato importante, ma il percorso che ha portato al via libera merita chiarimenti.
Che cosa ha approvato la Corte dei conti
La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia ha espresso parere favorevole sulla compatibilità finanziaria del contratto collettivo del personale non dirigente del comparto unico relativo al triennio 2022-2024. Si tratta di un passaggio centrale per rendere effettivo l’accordo che interessa il personale del sistema pubblico regionale e locale.
La certificazione positiva viene quindi letta come un elemento di stabilità per un comparto che coinvolge uffici, servizi e amministrazioni del Friuli Venezia Giulia. Proprio per questo, osservano i consiglieri, i tempi dell’iter non sono un dettaglio secondario.
La richiesta politica di Moretti e Celotti
Moretti e Celotti sostengono che la vicenda si sia conclusa favorevolmente e rivendicano di avere mantenuto una linea coerente, senza forzare i toni della polemica. Allo stesso tempo, spiegano di avere segnalato passaggi ritenuti poco chiari nel percorso che ha portato all’approvazione finale.
La loro richiesta è precisa: capire per quale motivo sia stato necessario attendere ancora prima di arrivare alla certificazione. Nella loro lettura, quel tempo aggiuntivo ha prodotto una preoccupazione evitabile in un settore che, anche in Friuli, guarda con attenzione alla certezza delle regole contrattuali e alla tenuta organizzativa degli enti.
Il peso del contratto per il sistema pubblico regionale
Secondo i due consiglieri del Pd, il valore dell’intesa non riguarda soltanto i lavoratori direttamente interessati. Il contratto viene considerato un tassello che incide anche sulla capacità della pubblica amministrazione regionale e locale di restare attrattiva e di programmare con maggiore chiarezza il proprio futuro.
Per questa ragione, aggiungono, il via libera della Corte va accolto positivamente, ma senza archiviare le questioni emerse durante l’iter. Nella discussione entra anche il tema delle indicazioni contenute nel parere della magistratura contabile, che secondo Moretti e Celotti dovranno essere tenute presenti nei passaggi successivi.
Sulla vicenda è intervenuto anche Massimiliano Pozzo, che ha definito l’approvazione un risultato importante e atteso. Per il Pd regionale, però, oltre al riconoscimento dell’esito resta la necessità di chiarire che cosa abbia determinato il mese di slittamento, così da evitare nuove incertezze su dossier che toccano direttamente il personale e il funzionamento degli enti del Friuli Venezia Giulia.