Contratto del Comparto unico, Calligaris rilancia: «Serve una linea comune per lavoratori e autonomia Fvg»
Dopo i rilievi della Corte dei Conti sull’intesa 2022-2024, il capogruppo della Lega chiede di evitare lo scontro e richiama il tema delle prerogative regionali.
La discussione sul contratto del Comparto unico del Friuli Venezia Giulia torna al centro del confronto politico regionale dopo il mancato via libera della Corte dei Conti all’ipotesi relativa al triennio 2022-2024. A intervenire è il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Antonio Calligaris, che invita a tenere insieme due piani: la tutela dei dipendenti pubblici e la difesa dell’autonomia speciale della Regione.
Il nodo, in questa fase, riguarda la valutazione espressa dalla magistratura contabile sull’intesa contrattuale. Secondo quanto contestato, la Regione non potrebbe riconoscere aumenti ulteriori rispetto a quelli fissati nel quadro dei contratti nazionali. Un passaggio che ha immediatamente riaperto il dibattito politico in Friuli Venezia Giulia.
Il rilievo della Corte e la lettura della Lega
Calligaris sostiene che la questione non vada affrontata come terreno di contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma come un passaggio che tocca direttamente personale regionale e assetto istituzionale del Friuli Venezia Giulia. Nella sua posizione politica, il consigliere leghista chiede quindi un approccio che definisce serio, evitando di spostare il confronto su un piano esclusivamente polemico.
Il capogruppo richiama anche il confronto con altre realtà a statuto speciale. Nella sua nota cita Sardegna, Trentino e Sicilia, osservando che in quei contesti decisioni simili sarebbero state ritenute ammissibili dalle rispettive Corti dei conti. Da qui l’obiezione politica: per la Lega, il Friuli Venezia Giulia non dovrebbe vedere ridotte le proprie prerogative rispetto ad altre autonomie speciali.
Il confronto politico si accende anche in Friuli
La presa di posizione arriva mentre sul dossier si sono già innestate reazioni forti da più parti. Calligaris rivolge critiche precise al vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e al presidente dell’assemblea regionale del Pd Franco Lenarduzzi, accusandoli di aver scelto il terreno dello scontro con la Giunta Fedriga invece di concentrarsi sulle ricadute per i lavoratori del comparto.
Il passaggio conferma come il tema del Comparto unico non sia soltanto tecnico. La vicenda del contratto, infatti, incrocia la discussione sulle competenze della Regione e sul perimetro concreto dell’autonomia speciale, un argomento che in Friuli Venezia Giulia ha inevitabilmente un peso politico più ampio.
Le dichiarazioni di Antonio Calligaris
«La questione del Comparto unico regionale va affrontata con serietà e senza alimentare contrapposizioni politiche. Il punto è molto chiaro: la Corte dei Conti sostiene che la nostra Regione non possa riconoscere incrementi ulteriori rispetto a quelli stabiliti dai contratti nazionali. Eppure, in altre realtà a statuto speciale, come Sardegna, Trentino e Sicilia, scelte analoghe sono state validate dalle rispettive Corti dei conti», afferma Calligaris.
Il capogruppo della Lega ribadisce quindi la sua linea: «la nostra priorità è chiara: difendere i dipendenti del comparto e tutelare l'Autonomia del Friuli Venezia Giulia. Su questi obiettivi, tutte le forze politiche dovrebbero essere unite».
Nella parte finale del suo intervento, Calligaris definisce inoltre «incomprensibili» le posizioni espresse da Venanzi e Lenarduzzi, sostenendo che questo atteggiamento finisca per mettere la polemica davanti agli interessi del personale coinvolto. Il confronto resta quindi aperto, sia sul piano politico sia su quello istituzionale, attorno a un contratto che in Friuli Venezia Giulia viene letto anche come banco di prova del rapporto tra autonomia regionale e vincoli nazionali.