Consiglio regionale, Bullian sceglie il Gruppo Misto: accordo chiuso con Moretuzzo
Si chiude il confronto interno nel Patto per l’Autonomia-Civica Fvg: restano distinte le linee politiche, ma viene definita anche la partita economica.
In Consiglio regionale cambia l’assetto dell’opposizione: Enrico Bullian esce dal Patto per l’Autonomia-Civica Fvg e proseguirà il mandato nel Gruppo Misto. La decisione è stata formalizzata insieme a un’intesa con Massimo Moretuzzo, capogruppo del movimento, che mette fine al confronto aperto nelle ultime settimane.
Il chiarimento riguarda non solo il piano politico, ma anche gli aspetti economici rimasti in sospeso tra i due esponenti. La comunicazione diffusa oggi, 17 luglio 2026, certifica quindi la chiusura di una frattura che aveva inciso sugli equilibri interni dell’area autonomista in Friuli Venezia Giulia.
Un nuovo equilibrio nell’opposizione regionale
Con il passaggio di Bullian al Misto, cambia da subito la composizione del gruppo in Aula. Il consigliere indipendente ha spiegato di voler continuare il proprio percorso in modo coerente con l’impostazione politica da cui era partito, segnando così una separazione organizzativa netta rispetto al Patto.
La scelta non modifica però la collocazione politica generale: sia Bullian sia Moretuzzo confermano di restare sui banchi dell’opposizione alla giunta regionale di centrodestra. È questo il punto che consente di leggere la rottura come una divisione interna di strategia, più che come un cambio di fronte.
L’intesa tra i due consiglieri
Nel documento condiviso, i due rappresentanti regionali spiegano di aver trovato una soluzione utile a chiudere definitivamente il contenzioso. L’accordo tocca la presenza nel gruppo consiliare e comprende anche le questioni di natura economica che erano state oggetto di attrito.
Moretuzzo indica questa uscita come la più funzionale per permettere a ciascuno di portare avanti il lavoro istituzionale secondo la propria linea. Il capogruppo ribadisce inoltre che il Patto per l’Autonomia-Civica Fvg continuerà la propria attività in Consiglio nel solco degli impegni presi con gli elettori alle regionali del 2023.
La direzione indicata da Bullian
Alla base della decisione di Bullian c’è l’idea di far crescere una “Casa Civica” ampia e trasversale. Nelle sue intenzioni dovrebbe diventare un punto di riferimento per le realtà civiche comunali e per un’area che metta insieme sensibilità moderate e progressiste.
Il ragionamento del consigliere guarda già alle prossime scadenze elettorali in regione, con l’obiettivo dichiarato di evitare una dispersione eccessiva tra simboli e candidature. In questo quadro rientrano anche le differenze emerse nel confronto interno al movimento su alcuni dossier politici, compreso il tema di Krsko e del nucleare.
La vicenda, almeno sul piano formale, si chiude quindi con una separazione concordata. Per il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia significa un riassetto immediato nei gruppi, mentre sul versante politico resta aperta la sfida di ridefinire gli spazi dell’area civica e autonomista nei prossimi mesi.