Concessioni idroelettriche in Friuli Venezia Giulia, dal M5S torna la spinta verso le gare

Capozzi indica l’esempio lombardo e chiede alla Regione di sbloccare il dossier delle grandi derivazioni, con maggiori entrate e nuovi investimenti.

07 novembre 2026 12:41
Concessioni idroelettriche in Friuli Venezia Giulia, dal M5S torna la spinta verso le gare -
Condividi

Il confronto si riapre partendo da fuori regione, ma con ricadute che riguardano direttamente anche il Friuli Venezia Giulia. Dopo l’assegnazione di una rilevante concessione idroelettrica in Lombardia, il Movimento 5 Stelle torna a chiedere che anche qui si proceda con gare pubbliche per le grandi derivazioni.

A rilanciare il tema è la consigliera regionale Rosaria Capozzi, che in una nota collega il risultato ottenuto oltreconfine alla situazione friulana, sostenendo che il dossier sia fermo da troppo tempo e che questo ritardo pesi sui territori interessati.

Il nodo aperto in regione

Secondo Capozzi, in Friuli Venezia Giulia restano ancora attive concessioni scadute da anni. La consigliera richiama anche i contenziosi con alcuni gestori, che a suo dire continuano a non versare integralmente quanto previsto dalla normativa regionale.

Nella stessa presa di posizione viene sottolineato che richieste analoghe, fondate su leggi regionali di altri territori, sarebbero già state riconosciute come legittime in numerose decisioni del Tribunale superiore delle acque pubbliche.

Il caso Lombardia come modello

Per l’esponente del M5S, quanto avvenuto in Lombardia mostra in modo concreto quale possa essere l’effetto di una procedura competitiva. La gara, ricorda, ha portato chi si è aggiudicato la concessione a presentare un’offerta con canoni raddoppiati rispetto a quelli richiesti dalla Regione.

Non solo. Nella nota viene evidenziato anche il pacchetto di investimenti collegato all’assegnazione: 97 milioni di euro destinati al miglioramento delle infrastrutture legate alla concessione. Un dato che, nella lettura politica di Capozzi, rafforza la richiesta di imboccare la stessa strada anche in Friuli Venezia Giulia.

La richiesta alla Giunta regionale

Il messaggio rivolto all’amministrazione regionale è netto: aprire alle gare pubbliche anche in Fvg e superare una fase di stallo che, secondo la consigliera, sta producendo un costo per la regione e per le aree coinvolte, comprese quelle montane.

Capozzi parla di un passaggio decisivo per il territorio e auspica che l’esempio lombardo possa convincere anche l’assessore Fabio Scoccimarro a seguire una linea simile. Nella sua valutazione, la concorrenza tra più soggetti interessati rappresenterebbe lo strumento per ottenere condizioni economiche migliori e opere aggiuntive.

Il tema delle grandi derivazioni, dunque, torna al centro del dibattito politico regionale. Sul tavolo restano la gestione delle concessioni, i canoni da riconoscere alla Regione e la prospettiva di nuovi investimenti, in un settore che continua ad avere un peso strategico per il Friuli Venezia Giulia.

Segui Prima Friuli