Concerto per il ricordo del sisma, si apre il fronte politico in Friuli Venezia Giulia sui costi dell’evento

Simona Liguori contesta la spesa attribuita all’appuntamento con Andrea Bocelli: per la consigliera quelle risorse andavano indirizzate a sanità e servizi.

04 settembre 2026 02:19
Concerto per il ricordo del sisma, si apre il fronte politico in Friuli Venezia Giulia sui costi dell’evento -
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Il dibattito non riguarda l’artista né il valore simbolico della commemorazione, ma il conto dell’iniziativa. In Friuli Venezia Giulia la discussione politica si concentra sulla cifra associata al concerto di Andrea Bocelli previsto nel quadro del ricordo del terremoto del 1976: oltre 3 milioni di euro, secondo quanto emerso nei giorni scorsi.

A intervenire è Simona Liguori, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, che giudica eccessivo l’impegno economico per un solo appuntamento. La sua presa di posizione richiama un tema molto sensibile anche in Friuli: quello dell’equilibrio tra celebrazioni pubbliche e bisogni quotidiani dei cittadini.

Il nodo delle priorità regionali

Nel ragionamento della consigliera, la questione centrale è l’uso delle risorse pubbliche. Liguori sostiene che una somma di questa portata avrebbe potuto sostenere interventi con ricadute immediate sul territorio, a partire dai servizi essenziali.

Tra i punti indicati c’è il problema delle liste d’attesa, che continua a pesare su molte famiglie del Friuli Venezia Giulia. Accanto a questo, la consigliera richiama anche la necessità di investire sul personale sanitario, con misure capaci di rafforzare ospedali e presidi regionali.

La critica sulla commemorazione del 1976

Liguori non mette in discussione il dovere della memoria verso il sisma che segnò profondamente il Friuli, ma contesta il modo in cui sarebbe stata impostata la spesa. La sua valutazione politica è che un anniversario così importante richieda rispetto, ma anche misura nelle scelte economiche.

Secondo l’esponente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, destinare più di 3 milioni di euro a un singolo concerto non rappresenta la decisione più opportuna in questa fase. La linea espressa è chiara: quelle risorse, a suo giudizio, avrebbero trovato una collocazione più utile in interventi a beneficio diretto della collettività.

Un confronto destinato a proseguire

La presa di posizione arriva dopo la diffusione sulla stampa delle notizie relative al costo dell’evento e aggiunge un nuovo elemento al confronto politico regionale. Il tema, in Friuli Venezia Giulia, tocca inevitabilmente anche il significato pubblico delle commemorazioni legate al 1976, ancora molto sentite nelle comunità del territorio.

Per Liguori, se fosse dipeso da lei, non ci sarebbe stata la scelta di impegnare una cifra simile per l’appuntamento musicale. Il punto che rilancia nel dibattito regionale resta quello delle priorità: meno risorse per i grandi eventi, più attenzione a sanità, efficienza dei servizi e risposte concrete per i cittadini.

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