Compleanno di Udine, a Mercatonuovo la nuova sfida tra i quintieri storici

Nelle celebrazioni per gli 803 anni della città debutta la Gran Cuintane Udinexe: dodici prove ispirate alla tradizione medievale e vittoria finale di Mercatonuovo.

16 settembre 2026 09:31
Compleanno di Udine, a Mercatonuovo la nuova sfida tra i quintieri storici -
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Le celebrazioni per gli 803 anni di Udine hanno avuto quest’anno un momento inedito, pensato per riportare al centro i quintieri storici della città. A conquistare la prima edizione della Gran Cuintane Udinexe è stato Mercatonuovo, che ha chiuso davanti a Gemona e Mercatovecchio nella gara ideata all’interno dell’anniversario cittadino promosso dal Fogolâr Civic di Udin.

La manifestazione ha segnato la 26ª edizione del compleanno popolare della città, ma con una formula nuova: una tenzone all’aperto costruita attorno a dodici prove ispirate all’immaginario civico e cavalleresco della Udine medievale. Più indietro in classifica si sono piazzati Aquileia e Grazzano.

Una gara pensata per rileggere la storia dei rioni

Il cuore dell’iniziativa è stato il richiamo ai cinque antichi rioni udinesi, interpretati per l’occasione come quintieri della tradizione comunale. Le prove richiamate dalla rievocazione sono state dodici: amazzoni, anello, aratori, archi, asini, balestre, barbari, carrettoni, moro, pedoni, ronzini e schioppi.

A dare forma visiva alla sfida hanno contribuito anche le pedine artistiche in scala 1:72 realizzate da Alberto Travain, pensate con insegne e simboli capaci di richiamare l’identità dei diversi quartieri storici.

La classifica finale e i nomi dei protagonisti

Mercatonuovo ha affrontato la competizione con il conestabile Raimondo Donato e con Luisella Nanino nel ruolo di Porta Poscolle. Il percorso simbolico del quintiere è partito dalla fonte del Ricamadôr in Piazza Matteotti, sotto la bocca leonina settentrionale della storica S. Jacum, per arrivare fino al traguardo che ha consegnato la vittoria.

Alle spalle dei vincitori si è classificato Gemona, guidato dal centurione Ermano Beltrame, con Paola Merlo, Marina Scagnetti e Albana Plos a rappresentare rispettivamente la Porta di Gemona e quelle di S. Lazzaro e Villalta.

Terza posizione per Mercatovecchio, con Sergio Copetti capitano rionale, affiancato da Chiara Nasazio e Roberta Turco nei ruoli di Porta Pracchiuso e della relativa Decania. Aquileia ha terminato al quarto posto con Emanuele Plazzotta, Serena Caffieri e Tiziana Patrone. Quinto Grazzano, rappresentato da Giuseppe Matrone e Patrizia Patrone, con un richiamo simbolico agli antichi mulini del rione.

Nella sfilata di cimieri e insegne sono riemersi anche gli emblemi tradizionali: l’Aquila di Aquileia, il Leone di Mercatonuovo, Campana e Castello di Mercatovecchio, il Cavallo di Gemona e la Colomba di Grazzano, insieme ai colori che contraddistinguono i quintieri.

Il volto scelto come giudice della tenzone

Ad accompagnare la manifestazione nel ruolo di testimonial e giudice supremo è stato Pietro Mangiacapra, studente di Glaunicco di Camino al Tagliamento, chiamato a interpretare il “Capitaneus Terrae Utini”. Una presenza che ha dato anche un significato culturale all’appuntamento.

Il suo nome è noto per il percorso scolastico che lo ha portato a sostenere volontariamente il colloquio dell’esame di terza media in lingua friulana. Durante l’evento sono stati ricordati anche la sua esperienza da Sindaco dei Ragazzi di Codroipo e il legame con l’Istituto comprensivo del territorio, elementi letti come attenzione concreta alla lingua e all’identità friulana.

Dal centro storico gli altri momenti della giornata

La festa cittadina non si è limitata alla Gran Cuintane. In Piazza Matteotti hanno trovato spazio altri passaggi simbolici legati alla tradizione udinese, dal canto di “O ce biel cjiscjel a Udin” al conio del “tapon”, fino al lancio del denario sul Gran Stendardo dell’Arengo.

Un secondo momento si è svolto in via Mercatovecchio, alla Cappella della Pietà, indicata come luogo originario del Comune cittadino. Qui la rievocazione ha reso omaggio al Patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, figura richiamata come padre della patria urbana.

Nel programma è stato ricordato anche Lodovico Manin, nel trecentesimo anniversario della nascita, con un riferimento al suo ruolo storico di ultimo capo di Stato della Serenissima. La chiusura della giornata è arrivata con il brindisi degli organizzatori a base di Tocai friulano, ulteriore segno di un compleanno cittadino costruito attorno ai simboli della memoria locale.

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