Comparto unico, il Consiglio regionale fa fronte comune: “Da difendere l’autonomia del Friuli Venezia Giulia”

Dopo il rilievo della Corte dei conti sul contratto 2022-2024, a Trieste i capigruppo condividono una linea politica sulla gestione del personale.

22 agosto 2026 15:05
Comparto unico, il Consiglio regionale fa fronte comune: “Da difendere l’autonomia del Friuli Venezia Giulia” -
Condividi

La partita sul contratto del personale del Comparto unico si sposta sempre più sul terreno politico-istituzionale. A Trieste, nel confronto promosso dall’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, i capigruppo del Consiglio regionale hanno espresso una posizione convergente: per il Friuli Venezia Giulia va tutelata la possibilità di regolare con strumenti propri le politiche del personale.

Il punto di partenza è la certificazione negativa arrivata dalla sezione di controllo della Corte dei conti sul contratto collettivo relativo al personale non dirigente per il triennio 2022-2024. Un passaggio che ha riaperto il dibattito sul perimetro delle competenze regionali e sul valore della specialità del Fvg in questo ambito.

Il nodo politico emerso dopo il parere

Durante la riunione di venerdì 22 agosto 2026, la discussione si è concentrata sul significato istituzionale dello stop al contratto e sulle possibili ricadute per l’assetto del Comparto unico. Dalla sede regionale è emerso un orientamento condiviso: riconoscere il ruolo della magistratura contabile, ma allo stesso tempo ribadire le prerogative attribuite alla Regione.

Il confronto ha riguardato in particolare il contratto del personale non dirigente, già finito al centro dell’attenzione nelle ultime settimane. Per i gruppi consiliari, la natura stessa del Comparto unico rende centrale la difesa della competenza regionale in materia di organizzazione e gestione del lavoro pubblico.

Il tema dell’attrattività nel pubblico impiego

Nel vertice si è parlato anche di un’altra questione che tocca da vicino gli enti del territorio: la capacità della pubblica amministrazione di attrarre nuove professionalità, soprattutto tra i più giovani. La linea emersa è che retribuzioni, percorsi di crescita e condizioni di lavoro debbano diventare leve concrete per rendere più competitivo il settore pubblico.

In questa cornice rientra anche il richiamo a strumenti contrattuali più innovativi e a misure di welfare dedicate ai dipendenti. L’idea condivisa è che la valorizzazione del personale non sia solo un tema interno agli uffici, ma un passaggio decisivo per rafforzare la qualità dell’amministrazione.

Servizi ai cittadini e specificità del Fvg

Il ragionamento politico sviluppato a Trieste lega infatti il futuro del contratto anche all’efficienza dei servizi erogati sul territorio. Secondo quanto emerso dall’incontro, una pubblica amministrazione più solida e capace di trattenere competenze può tradursi in risposte migliori per cittadini e comunità locali del Friuli Venezia Giulia.

Nel dibattito resta centrale la peculiarità del Comparto unico regionale, considerato uno degli elementi distintivi dell’ordinamento del Fvg nel pubblico impiego. Proprio su questo terreno, dopo il no della Corte dei conti, il Consiglio regionale sembra aver trovato una linea comune: difendere la specialità regionale e il suo spazio decisionale, dentro un confronto che resta aperto.

Per il Friuli Venezia Giulia il passaggio non riguarda soltanto un contratto, ma un equilibrio più ampio tra autonomia speciale, organizzazione della macchina pubblica e capacità di dare continuità ai servizi. È su questo crinale che si giocheranno i prossimi passaggi istituzionali.

Segui Prima Friuli