Claut mette al centro il cibo di montagna: una giornata su lavoro, saperi e nuove imprese
Il 23 ottobre alla Dolomiti Mountain School un confronto tra studiosi, amministratori e operatori sulle prospettive delle terre alte friulane.
A Claut il cibo diventa una chiave per leggere il presente e il domani della montagna friulana. Non soltanto cucina o richiamo turistico, ma anche economia locale, biodiversità, conoscenze tramandate e occasioni concrete per chi continua a vivere e lavorare nelle terre alte.
Su questi temi si concentrerà l’incontro in programma venerdì 23 ottobre nella Sala Convegni dell’Albergo Dolomiti, in via A. Giordani 4, all’interno della decima edizione della Dolomiti Mountain School. Il titolo scelto per la giornata è “Anche nel cibo la montagna insegna qualcosa”.
L’iniziativa si svolgerà nell’arco dell’intera giornata, dalle 9.30 alle 12.30 e poi dalle 14 alle 18, con un percorso che intreccia paesaggio, alimentazione, cultura e sviluppo dei territori montani. Il taglio dell’appuntamento punta a far dialogare esperienze diverse, dalle analisi di settore ai racconti di chi ha costruito un’attività in quota.
Un confronto che parte dal territorio
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Pierpaolo Zanchetta del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del sindaco di Claut Federico Francesco Tomè. L’introduzione sarà affidata a Gianpaolo Carbonetto, giornalista, studioso delle culture alpine e coordinatore della scuola.
La sessione del mattino prenderà avvio con l’intervento di Elisa Qualizza, responsabile dell’Ufficio Statistica della Camera di commercio Pordenone-Udine, che proporrà una lettura socioeconomica della montagna regionale. A seguire Irma Visalli, architetta esperta di paesaggio e governance territoriale partecipata, approfondirà il legame tra comunità, cibo e paesaggio nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale.
Ci sarà poi spazio per i saperi legati alla terra con l’intervento delle antropologhe Iolanda Da Deppo e Daniela Perco. Annalisa Bonfiglioli, vicepresidente della Cooperativa Cramars e autrice della biografia “Il mondo di Gianni Cosetti”, proporrà invece una riflessione sull’esperienza del cuoco carnico con “Controvento. Gianni Cosetti e la cucina di montagna che guarda avanti”.
La parte conclusiva della mattinata sarà affidata a Ursula Puntel, erborista, divulgatrice e socia fondatrice dell’Accademia delle Erbe di montagna, che parlerà del rapporto tra erbe spontanee, alimentazione, salute e conoscenze locali.
Dal patrimonio agricolo alle attività nate in quota
Nel pomeriggio il programma si sposterà maggiormente sul fronte produttivo e imprenditoriale. Raffaele Testolin, già docente all’Università di Udine ed esperto di genetica agraria e frutticoltura, interverrà sul rapporto tra uomo e piante lungo la storia. Giannandrea Mencini, storico dell’ambiente, giornalista e scrittore, affronterà invece il tema della “battaglia dei semi”.
Uno sguardo alle prospettive innovative arriverà con Pierpaolo Rovere, direttore tecnico della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, che illustrerà le possibilità aperte dai nuovi prodotti connessi al cibo e alla foresta nell’ambito della bioeconomia montana.
Tra le testimonianze più legate al territorio ci saranno anche Carlo e Chiara Santarossa dell’Azienda Agricola Saliet di Claut, rispettivamente agronomo e pastry chef, che racconteranno l’esperienza della coltivazione di piante officinali in alta quota e del loro utilizzo in cucina. Francesco Ferraro, giovane imprenditore di Borgo Titol a Tramonti di Sopra, porterà il proprio percorso con l’intervento “Dalle radici al futuro”.
In programma anche il contributo di Marica Freschi, gestrice del Rifugio Pordenone a Cimolais, dedicato ai cambiamenti nella cucina dei rifugi. La giornata si chiuderà con una tavola rotonda, pensata per mettere in dialogo relatori, operatori e pubblico.
Come partecipare all’incontro
La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione entro le 14 di giovedì 22 ottobre. Per gli iscritti all’Albo dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali sono previsti crediti formativi in base alla presenza effettiva, mentre su richiesta sarà rilasciato anche un attestato di frequenza.
L’appuntamento rientra nel percorso della Dolomiti Mountain School e viene organizzato con la collaborazione del Comune di Claut e degli enti che sostengono l’iniziativa. Per il territorio della montagna pordenonese rappresenta anche un’occasione per riportare al centro un tema decisivo: come trasformare le risorse locali in futuro, senza perdere il legame con identità e comunità.