CiviBank rinnova la qualifica B Corp: focus su ambiente, scuole e sostegno ai progetti in Friuli
La banca con radici friulane supera la ricertificazione con i nuovi standard B Lab e rilancia gli interventi su energia, inclusione e comunità.
Per CiviBank l’anniversario dei 140 anni coincide con un nuovo passaggio simbolico e operativo: la banca ha ottenuto ancora una volta la certificazione B Corp, confermando un percorso che in Friuli Venezia Giulia viene letto anche come un test sulla capacità di un istituto radicato nel territorio di tenere insieme risultati economici, responsabilità sociale e impatto ambientale.
La ricertificazione arriva a quattro anni dal primo riconoscimento e assume un peso particolare perché è stata raggiunta con criteri più aggiornati e impegnativi, quelli degli Standard B Lab V2. La verifica è stata effettuata da SCS Global Services, organismo indipendente incaricato della certificazione.
Per il contesto regionale il dato ha un valore specifico: CiviBank resta infatti l’unica banca italiana ad aver adottato la qualifica legale di Società Benefit, elemento che lega formalmente l’attività d’impresa a obiettivi di beneficio comune.
Il legame con il territorio passa dai numeri
Tra gli aspetti più rilevanti per il Friuli c’è il capitolo dedicato al sostegno delle comunità locali. Dal 2022, attraverso le iniziative attivate dalla banca, sono stati accompagnati 54 progetti, con una raccolta complessiva superiore a 582 mila euro e il contributo di oltre 5.900 donatori.
Entro la fine dell’anno, l’istituto prevede inoltre di aver destinato direttamente più di un milione di euro a circa 300 iniziative promosse da associazioni del territorio, con ricadute su ambito sociale, persone e ambiente.
In questo quadro si inserisce anche “CiviCrowd FOR 2030”, strumento pensato per supportare il terzo settore del NordEst tramite campagne di crowdfunding rivolte a progetti con ricadute sociali e ambientali concrete.
Scuole, sostenibilità e formazione
Un altro asse su cui la banca insiste riguarda l’educazione. Con il progetto “Cultura Finanziaria 2030” vengono portati nelle scuole percorsi dedicati alla sostenibilità e alla consapevolezza economica, con l’obiettivo di coinvolgere studenti e famiglie su temi ormai centrali anche per le comunità locali.
È una linea che si affianca al lavoro sulla trasparenza interna e sull’inclusione. CiviBank segnala infatti il monitoraggio del divario retributivo di genere e richiama il recente ottenimento della certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, oltre al riconoscimento come Leader in Diversità e Inclusione.
Energia e riduzione dei consumi nelle sedi
Sul fronte ambientale, la banca rende noto di misurare e pubblicare le proprie emissioni climalteranti, comprese quelle indirette legate a finanziamenti e investimenti. A questo si aggiunge un piano che coinvolge 60 siti e punta a ridurre i consumi di elettricità e gas di circa il 15%, quelli di energia termica del 12,5% e quelli dell’energia frigorifera del 10%.
Secondo le stime diffuse dall’istituto, l’effetto complessivo dell’intervento consentirà di evitare oltre 200 tonnellate di CO2 all’anno. La copertura del fabbisogno energetico delle filiali avviene inoltre attraverso fonti rinnovabili grazie a due parchi fotovoltaici da 8 megawatt.
I prossimi obiettivi dichiarati dalla banca
Nel commentare il risultato, il direttore generale Luca Cristoforetti sottolinea che la qualifica B Corp comporta un’assunzione di responsabilità continua verso comunità, clienti e territorio. Tra gli obiettivi indicati ci sono il 50% dei nuovi mutui residenziali destinati entro il 2026 all’acquisto o alla riqualificazione di immobili ad alta efficienza energetica.
La banca richiama anche il prodotto “Green Loan”, pensato per le piccole e medie imprese che vogliono investire in pannelli fotovoltaici, mobilità elettrica e infrastrutture di ricarica. Accanto a questo, sono stati inseriti indicatori ESG misurabili nei sistemi di valutazione e incentivazione del management.
Da B Lab Italia arriva infine la sottolineatura del valore del percorso intrapreso: secondo la country manager Veronica Fervier, CiviBank è tra le prime realtà italiane ad aver affrontato la certificazione con i nuovi standard, più rigorosi nella misurazione dell’impatto. Un passaggio che, per una banca nata e cresciuta in Friuli, diventa anche un modo per rileggere la propria storia in chiave attuale, come ha ricordato la presidente Alberta Gervasio richiamando l’impegno originario dei soci fondatori verso lo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.